L’AQUILA – “Il Comune si interfaccerà con il Dipartimento Regionale competente e con AreaCom – in qualità di Stazione appaltante – per acquisire aggiornamenti e chiarimenti sui prossimi passaggi previsti per la definizione della procedura di assegnazione della concessione”.

A Canistro, in provincia dell’Aquila, non più proteste e mobilitazioni degli operai ed ex lavoratori con il Comune guidato dal sindaco Angelo Di Paolo, in prima linea nella battaglia legale sulle concessioni assegnate dalla Regione e nel feroce contenzioso con il player Santa Croce del patron Camillo Colella.

Con una nota stringata e algida, attraverso un post nella pagina facebook, e senza comunicati alla stampa, il Comune, di cui è ora sindaco Giammaria Vitale, dirigente della Asl provinciale dell’Aquila, molto vicino al capogruppo di Fdi, Massimo Verrecchia e al presidente della Regione, Marco Marsilio, anche lui di Fdi, ha finalmente rotto il silenzio su una vertenza ormai decennale con la preziosa acqua minerale delle sue sorgenti che finisce nel fiume Liri dal 2016, e in sostanza e se ne lava le mani, su una questione importante per la economia del paese e del circondario. Si affida infatti al lavoro di Areacom, l’Agenzia regionale dell’Abruzzo per la committenza, dopo aver rinunciato a costituirsi in questo contenzioso e confermando la rinuncia a quello complessivo.

Ed è emblematico che a reagire alla nota siano i cittadini e non la opposizione. A mettere in discussione la posizione del Comune, e stato infatti, con i suoi commenti al post, Aleandro Mariani, tenore di fama internazionale e consulente della pubblica amministrazione, originario di Canistro, che ha definito sarcasticamente “cosa simpatica” il  “come può risolvere il tutto il Comune di Canistro, che ad oggi non si è capito da che parte sta”, chiedendosi come sia stato possibile che Areacom abbia impiegato tutto questo tempo per portare a termine la gara, evidenziando in aggiunta che è inutile parlare con Areacom, che “è solo stazione appaltante”  mentre il confronto “deve svolgersi con il capo del dipartimento che gestisce le risorse idriche della Regione Abruzzo”. Avanzando il sospetto che che il Comune stia aspettando la fine della vicenda, “magari salendo sul cavallo vincente”.

Tutto questo dopo il nuovo clamoroso colpo di scena nella concessione delle acque minerali della sorgente Sant’Antonio Sponga, che dal 2016 vanno a finire nel fiume Liri, ovvero l’esclusione da parte del Tar di Pescara dell’ex concessionario Santa Croce, del patron Camillo Colella, dalla nuova gara indetta da Areacom, con in campo ora la sola Sant’Anna, in attesa di un probabile ricorso al Consiglio di Stato.

Si registra però un cambio di strategia del Comune di Canistro, a differenza di quello che è accaduto in passato, con l’ex sindaco  Di Paolo che ha dato battaglia contro la Santa Croce,  facendogli perdere la concessione nel 2015, con un ricorso vinto al Tar presentato assieme alla Regione Abruzzo, a cui hanno fatto seguito anni di battaglia giudiziaria.

Ora invece l’amministrazione comunale non si è costituita nemmeno parte nei procedimenti giudiziari, e infatti il ricorso era stato presentato dalla stessa Areacom e dalla Sant’Anna, e il Tar di Pescara ha stabilito che che la holding di Colella, essendo alle prese con una procedura di concordato preventivo, dopo il fallimento della immobiliare Como srl, dichiarato dal Tribunale di Roma nel giugno del 2019, benché in continuità aziendale, deve essere esclusa dalla gara in virtù sia della legge regionale sulle acque, sia del disciplinare di gara delle due concessioni.

Da fonti comunali emerge che il motivo del disimpegno sarebbe quello degli eccessivi costi che negli anni si è dovuta sobbarcare per gli avvocati. Silente comunque, anche l’opposizione, un tempo molto presente e battagliera.

Resta dunque in campo solo la Sant’Anna, grande player nazionale con sede a Vinadio in Piemonte. In palio nella gara c’ anche anche l’utilizzo della più piccola sorgente Fiuggino, ad oggi ancora in concessione in deroga alla Santa Croce.

Ci sono dunque ora due strade, o una nuova gara, o la concessione direttamente a Sant’Anna. Nel primo caso sarebbe il quarto bando, dopo l’attuale, quello vinto nel  2017 contro Santa Croce da Norda, che poi ha gettato la spugna per mancanza di terreno dove costruire lo stabilimento, e quello del 2019, vinto questa volta da Santa Croce, contro la San Benedetto, poi annullato prima dal Tar nel giugno 2021 su ricorso della San Benedetto, per irregolarità fiscali, e poi dal Consiglio di Stato. Con la San Benedetto che non aveva raggiunto il punteggio minimo.

Tornando al confronto su facebook: ha commentato Mariani: “Ma il comune da che parte sta?
Comunque giusto per una corretta informazione: Areacom è stazione di committenza, la stazione appaltante è la Regione Abruzzo. Sicuramente è stata una svista, buon lavoro”.

Ha dunque risposto il  Comune, ringraziando “il gentile cittadino per l’attenzione al tema”.

“Nel caso specifico della procedura di gara per l’affidamento della concessione delle sorgenti “Sant’Antonio – Sponga” e “Fiuggino”, ARIC (oggi AreaCom) ha operato in qualità di Stazione Appaltante, come espressamente indicato nel disciplinare di gara: ‘L’Aric in qualità di Stazione Appaltante è responsabile della pubblicazione e della successiva aggiudicazione della procedura in oggetto. La Regione Abruzzo – Dipartimento Risorse e Territorio è responsabile della stipula del contratto con l’Operatore Economico Concessionario”.

Pertanto, “la Regione Abruzzo è l’Amministrazione contraente, titolare del bene e responsabile della fase di esecuzione contrattuale, mentre AreaCom ha curato la procedura di gara fino all’aggiudicazione, in autonomia e conformemente alla normativa regionale e nazionale di settore.
In merito al termine “stazione di committenza. Precisiamo che non è una qualifica prevista dal Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). Più propriamente, si può fare riferimento a ‘centrale unica di committenza’, ma in questa procedura l’Agenzia non ha agito in tale ruolo.

Per quanto riguarda la domanda “Ma il Comune da che parte sta?” la risposta è stata la seguente: “come sempre, il Comune sta dalla parte dell’interesse pubblico, della trasparenza e della corretta gestione delle risorse. Ha prima interagito con AreaCom per gli elementi di specifica competenza in fase di gara, ed ora continuerà a interfacciarsi con Regione e AreaCom per gli sviluppi e garantire ai cittadini un’informazione puntuale”.

Ha dunque risposto ulteriormente Aleandri.

“Grazie per la risposta così celere, sono onorato e commosso che mezzo consiglio comunale ha messo un like a questo post, che bello. Finalmente si parla di questa vicenda, finalmente ho compreso quale è il vostro intento. Vi informo però, giusto ad onor di cronaca, che ogni centrale di committenza nelle procedure di appalto è stazione appaltante ma solo nella procedura di gara, come anche specificato da Voi; solo la Regione Abruzzo ha il potere di indire e chiudere la procedura di appalto fatta fare da Areacom. Quindi se volete fare qualcosa anziché parlare con Areacom che nomina solo la commissione di gara ed esamina le offerte è bene parlare con il capo del dipartimento che gestisce le risorse idriche della Regione Abruzzo”

“Ma questo conta poco – prosegue Aleandri -, la domanda è come mai una stazione appaltante così importante come Areacom dopo un anno ancora non chiude la procedura di gara, quale è stato l’intoppo che ha fermato tutto e come mai oggi parliamo di un ricorso al TAR perso? Ma la cosa simpatica è come può risolvere il tutto il Comune di Canistro, che ad oggi non si è capito da che parte sta e che si difende dietro saggi di contrattualistica pubblica e di frasi fatte come interesse pubblico, trasparenza e corretta gestione delle risorse. Vabbè, aspettiamo il consiglio di Stato, così finalmente avremo la posizione chiara di questa amministrazione, magari salendo sul cavallo vincente”.