L’AQUILA – “L’affetto che nutro nei confronti di chi ha avuto l’onere di guidare questa città nel peggior periodo, da decenni a questa parte, mi porta a consigliarti di non gridare nuovamente al complotto e a trame oscure ordite ai tuoi danni per le dichiarazioni di Confindustria sull’Accord Phoenix, perché è ormai evidente l’opacità dell’operazione, della quale tu continui, ostinatamente e incomprensibilmente a essere un convinto fautore”.
Lo scrive in una nota il consigliere comunale dell’Aquila Giorgio De Matteis, che rivolge i consueti strali contro il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “penso che infierire su chi è già al tramonto sia un’inutile cattiveria” e invitandolo alle dimissioni.
“Peraltro – rileva – a scapito di decine di lavoratori che tu e i tuoi amici del Pd continuate a prendere in giro. Per non parlare del clamoroso fallimento dell’operazione che hai condotto sull’aeroporto, ormai ridotto a nulla con le ultime missive dell’Enac e della Regione. E che dire degli errori marchiani ripetutamente commessi sulla gestione del progetto C.a.s.e., sulla quale la Corte dei Conti è quotidianamente attiva. E, poi, la incredibile transazione che hai stipulato con le banche per ripianare i debiti contratti a causa della tua amministrazione inadeguata”, snocciola Gdm.
“Un’ultima tua perla riguarda l’assenza di ruolo dell’Aquila nei confronti del Giunta D’Alfonso e del Consiglio regionale. Fatto, questo, che sta portando, attraverso una lunga agonia, le attività culturali, un tempo vanto della città, verso un’inesorabile, quanto squallida fine – attacca ancora – Non avverto nessuna tua parola nei confronti dell’attuale presidente di Regione, a dir poco ostile e distante dai nostri problemi, cosa che invece non hai mancato di fare nei confronti di chi ti ha sempre sostenuto, come l’amministrazione regionale di centrodestra, che ha avuto a cuore le sorti della città”.
“Oggi, invece, assistiamo al totale disinteresse nei confronti dei destini dell’Aquila da parte della ‘Regione veloce’ dalfonsiana, sin dai suoi esordi. A questo punto, caro Massimo, ti invito con affettuosa sollecitudine a prendere atto della situazione drammatica e del clima ormai insostenibile e ad assumere, per davvero e senza tentennamenti, quella decisione che in tante altre occasioni hai sempre annunciato e mai concretizzata”.






