L’AQUILA – Un pezzetto di storia della città, immerso nel verde, ha riaperto le sue porte oggi, dopo tre anni di chiusura forzata a seguito i danni riportati con il terremoto.
È stata inaugurata questa mattina la chiesetta della Madonna Fore, meta prediletta delle passeggiate domenicali degli aquilani, restaurata con una spesa di 210 mila euro grazie alla Fondazione Carispaq dopo essere stata pesantemente danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009.
Insieme a tante persone comuni, che non hanno perso occasione per una boccata d’ossigeno tra il verde del bosco di San Giuliano, c’erano tra gli altri il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, il prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, l’arcivescovo metropolita, monsignor Giuseppe Molinari, il vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole, l’ex vice commissario alla Tutela dei beni culturali, Luciano Marchetti e il direttore regionale per i Beni culturali, Fabrizio Magani.
A tagliare il nastro anche l’ex sottosegretario di Stato Gianni Letta, che prima della benedizione ha voluto ricordare l’importanza simbolica della piccola chiesa, scampata anche al devastante incendio del 2007.
“Madonna Fore – ha detto – è un simbolo identità aquilana e l’identità di una popolazione si misura sulle sue tradizioni”.
Letta, che come di consueto non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, ha ammesso che la chiesetta “è più bella di come la ricordassi, sono il primo testimone dell’impegno e passione con cui Marchetti ha lavorato”.
Quanto ai ritardi nella ricostruzione, “se c’è qualche ritardo non è per cattiveria di qualcuno ma per un sistema farraginoso e per le nostre regole amministrative burocratiche. Spero che le norme approvate ieri consentano di dare il via a una fase più attiva della ricostruzione”, ha concluso il braccio destro del Cav.
I lavori alla chiesa furono sospesi lo scorso novembre dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo per la mancanza del preventivo parere alla direzione regionale dei Beni culturali. Fatto che mandò su tutte le furie il presidente della Fondazione Carispaq, Roberto Marotta, oggi presente alla cerimonia visibilmente soddisfatto.
L’intervento di recupero ha avuto come obiettivo principale il recupero funzionale e l’adeguamento sismico dell’edificio. C’è stata la parziale sostituzione del tetto, che è stato impermeabilizzato, e la sarcitura delle lesioni provocate dal sisma con la tecnica “cuci e scuci” con mattoni pieni. I decori interni in legno, tra cui il soffitto a cassettoni, sono stati restaurati.
A curare i lavori, l’architetto Augusto Ciciotti della Direzione regionale per i Beni culturali.






