L’AQUILA – “Dietro ogni lavoratore c’è una esistenza fatta di affetti e di necessità. Ascoltare le esigenze dei dipendenti significa avere rispetto non solo per la loro storia professionale, ma anche per le loro famiglie. Gli amministratori del Comune dell’Aquila non si sono tirati indietro davanti alle problematiche evidenziate dai dipendenti e dai sindacati, consapevoli che, oltre all’azienda Ama, tra i soggetti coinvolti c’erano gli stessi cittadini che avevano, e hanno, il diritto ad un servizio pubblico strategico quanto efficiente”.

Così, in una nota, il capogruppo in Consiglio comunale all’Aquila e neo commissario della Lega per la provincia dell’Aquila, Gianluca Marinelli, in merito alla vicenda, risalente agli anni 2020 e 2021, delle indennità riconosciute ai lavoratori dell’Azienda della mobilità aquilana Ama e al trasferimento di risorse destinate alla stessa società pubblica, che vedrà a processo, davanti alla Corte dei Conti, con l’accusa di danno erariale, il sindaco Pierluigi Biondi, gli ex assessori Fausta Bergamotto e Carla Mannetti, oggi rispettivamente sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy e consigliere regionale abruzzese, e l’allora amministratore unico della partecipata Azienda per la mobilità aquilana (Ama), Gianmarco Berardi.

“Quel periodo a cui si fa riferimento è compreso tra il 2020 e il 2021, anni complicati per l’insorgere prima e poi per la diffusione del covid e di una emergenza sanitaria che ha messo a dura prova i cittadini come le istituzioni pubbliche”, aggiunge Marinelli.

“Al sindaco Biondi, agli assessori Mannetti e Bergamotto e all’amministratore unico dell’Ama Berardi vanno la solidarietà e il sostegno per la determinazione con la quale hanno affrontato la questione e individuata una soluzione non più rinviabile. Biondi, Mannetti, Bergamotto e Berardi hanno agito con sapienza politica e con coscienza civica, dimostrando che chi amministra deve saper prendere decisioni complesse e anche non facili nell’interesse unico e fondamentale del bene comune”, conclude.