L’AQUILA – “La vicenda che oggi riguarda il sindaco Pierluigi Biondi, Fausta Bergamotto, Carla Mannetti e l’ex amministratore unico di Ama Gianmarco Berardi mi coinvolge anche sul piano politico, perché ricordo bene quella stagione e le decisioni che assumemmo come amministrazione e come maggioranza. Nutro piena fiducia nel lavoro della magistratura contabile e saranno le sedi competenti ad accertare ogni aspetto della vicenda. Sul piano politico, però, non ho esitazioni: quelle scelte le rivendico”.
Così, in una nota, il capogruppo di FdI al Consiglio comunale dell’Aquila Leonardo Scimia in merito alla vicenda, risalente agli anni 2020 e 2021, delle indennità riconosciute ai lavoratori dell’Azienda della molbilità aquilana Ama e al trasferimento di risorse destinate alla stessa società pubblica, che vedrà a processo, davanti alla Corte dei Conti, con l’accusa di danno erariale, il sindaco Pierluigi Biondi, gli ex assessori Fausta Bergamotto, e Carla Mannetti, oggi rispettivamente sottosegretario di Stato al ministero delle Imprese e del Made in Italy e consigliere regionale abruzzese, e l’allora amministratore unico della partecipata Azienda per la mobilità aquilana (Ama), Gianmarco Berardi.
“Affrontammo problemi incancreniti da anni per garantire maggiore equità tra i lavoratori e salvaguardare l’azienda – ricorda Scimia – La politica è anche coraggio e responsabilità. Ama veniva da anni difficili, segnati da differenze di trattamento tra i lavoratori, tensioni sindacali e contenziosi. Situazioni incancrenite nel tempo che sarebbe stato certamente più semplice non toccare. Noi scegliemmo invece di intervenire, cercando di ristabilire maggiore equità tra i dipendenti e, allo stesso tempo, di salvaguardare l’azienda e la continuità di un servizio pubblico essenziale”.
“Fu una scelta politica precisa: affrontare un problema anziché lasciarlo trascinare ancora – sottolinea il capogruppo di FdI – Le risorse furono destinate all’azienda e l’obiettivo delle decisioni che sostenemmo era tutelare Ama e i suoi lavoratori. Io ero consigliere comunale di quella maggioranza e quella responsabilità politica era anche nostra. Sarebbe quindi troppo comodo essere al fianco delle persone quando le decisioni vengono assunte e prenderne le distanze quando, anni dopo, quelle stesse decisioni finiscono sotto la lente della magistratura contabile”.
“Va ricordato anche il contesto – aggiunge -: Ama attraversò quegli anni difficili e subito dopo dovette affrontare la pandemia, che colpì duramente l’intero settore del trasporto pubblico. Eppure l’azienda è andata avanti e ha chiuso in utile gli esercizi 2022, 2023 e 2024. Un dato che non entra nel merito delle contestazioni oggi all’esame della Corte, ma che contribuisce a raccontare nella sua interezza il percorso compiuto dall’azienda”.
“La politica è anche coraggio e responsabilità: significa assumersi il peso delle decisioni quando vengono prese e non rinnegarle quando diventa più difficile difenderle. Per questo a Pierluigi, Fausta, Carla e Gianmarco va la mia solidarietà umana e la mia piena vicinanza politica. Non li lasceremo soli oggi per scelte che allora sostenemmo insieme”, conclude Scimia.



