PESCARA – Trentatre milioni di euro per tre interventi sulle infrastrutture idriche dell’Abruzzo. Considerando anche il cofinanziamento dei beneficiari, il valore complessivo degli interventi supera 42 milioni di euro.

Ad annunciarlo oggi, in una nota, il Ministero delle Infrastutture e Trasporti, guidato dal vicepremier Matteo Salvini, della Lega.

Il finanziamento principale, 19 milioni di euro – è stato spiegato -, riguarda la rimessa in efficienza delle reti idriche di distribuzione a servizio di Avezzano e Capistrello, con un intervento complessivo del valore di 25 milioni.

Oltre 10 milioni sono destinati ai territori di Casoli, Scerni, Tornareccio e Torricella Peligna per ridurre le perdite, digitalizzare e monitorare le reti.

A Pescara, 4 milioni di euro finanziano il primo intervento di sostituzione ed efficientamento delle condotte di distribuzione. Il progetto fa parte di un programma più ampio di rinnovo della rete cittadina, articolato in più lotti e finalizzato anche alla sostituzione delle condotte obsolete e alla distrettualizzazione del sistema.

In una nota Salvini, ha rimarcato “l’importanza del traguardo raggiunto in tempi particolarmente rapidi e di investimenti che incidono direttamente sulla riduzione delle perdite e sul rinnovo delle reti, con interventi concreti da Avezzano a Pescara”.

Le risorse rientrano nel Fondo idrico PNRR, la cui intera dotazione è stata assegnata dal MIT insieme a Invitalia, soggetto gestore del Fondo, in meno di quattro mesi.

Interventi che arrivano in una regione, l’Abruzzo, dove a causa delle reti colabrodo si registrano da anni numeri allarmanti per quanto riguarda la dispersione idrica che, in base agli ultimi dati Istat, sul territorio raggiunge circa il 55,5%, superiore alla media nazionale che si attesta al 42,4%. Il livello più alto nella regione si registra a Chieti (70,4%), seguita dall’Aquila (68,9%) e Pescara (54,8%), mentre il più basso è registrato a Teramo (27,9%).

Anche per questo si attende la grande riforma del ciclo idrico, con due gestori al posto di sei, anche per garantire maggiore efficienza.

In particolare, la suddivisione prevede due sub-ambiti territoriali, con la costituzione di due consorzi tra i gestori esistenti nell’ambito della riforma del servizio idrico. Ciascun sub-ambito andrebbe ad accorpare tre gestori attuali, secondo questa configurazione: Sub-Ambito 1 “Gran Sasso”, che comprenderebbe GSA Spa, Cam Spa e Ruzzo Reti Spa, con inclusione dei Comuni della Valle Subequana, per un totale di 118 Comuni e 470.204 residenti serviti; Sub-Ambito 2 “Majella-Morrone”, che includerebbe Aca Spa, Saca Spa, Sasi Spa, per un totale di 181 Comuni e 832.195 residenti serviti.