CHIETI – La notizia che i 183 esuberi fissati dal piano industriale Sixty per lo stabilimento teatino resteranno tali anche qualora nel 2015 si coglieranno tutti gli obiettivi previsti ha lasciato l’amaro in bocca ai sindacati.
La loro speranza, infatti, era di arginare al massimo i licenziamenti puntando proprio sulla ripresa del mercato fissata dalle strategie del gruppo tessile per il 2015.
Ma anche se Sixty si rilancerà sul mercato l’azienda non sembra voler transigere e su questo fronte si aprirà una dura battaglia con le organizzazioni sindacali.
A confermare ad AbruzzoWeb che non si ha intenzione di fare passi indietro è il direttore generale risorse umane Domenico Gentile che spiega che l’azienda sta già facendo grandi sacrifici, “cercando di sostenere di sostenere un costo proprio per i dipendenti maggiore di quanto dovrebbe”.
“Se avessimo dovuto attenerci al semplice rapporto tra fatturato e costo del lavoro – spiega ancora Gentile – il numero dei lavoratori in esubero sarebbe stato superiore agli attuali 183”.
Gentile, dunque, invita a vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto, come farebbero i sindacati Cgil in testa, e ricorda i dati sul fatturato: circa 700 mila euro nel 2007 a fronte dei 293 mila del 2011.
“Di fronte a questi dati – commenta il direttore delle risorse umane – c’è poco da fare. Certo noi, comunque, stiamo facendo uno sforzo per non perdere le nostre professionalità e vorremmo farlo capire ai lavoratori”.
Intanto oggi pomeriggio Gentile ha incontrato il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, proseguendo nel ciclo di incontri istituzionali sul nuovo piano industriale 2012-2015.
Per il 27 e il 28 sono previsti ulteriori incontri con i sindacati per concludere il quadro degli esuberi settore per settore. (ar.ia.)





