L’AQUILA – Spaccature e polemiche si addensano sul Popolo della libertà dell’Aquila che, salvo sorprese dell’ultima ora, domenica prossima si avvia a celebrare il suo primo congresso provinciale.

Ad AbruzzoWeb il consigliere regionale pidiellino Luca Ricciuti ha annunciato che scriverà una lettera al segretario nazionale del partito, Angelino Alfano, per chiedere che l’assemblea venga rinviata.

“Se così non sarà – ha detto – andrò al congresso a fare la voce grossa, qualcuno avrà le tessere, ma io ho i voti della gente, come ho dimostrato alle elezioni regionali, e non ho avuto bisogno di farmi nominare dal partito”.

Il riferimento è al segretario uscente, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, eletto all’Emiciclo nel listino bloccato di Gianni Chiodi, e all’onorevole Sabatino Aracu, che hanno chiuso l’accordo da giorni sul ticket composto da Alfonso Magliocco, indicato come neo coordinatore, e dal capogruppo del Pdl al Comune di Sulmona (L’Aquila), Donato Di Cesare, che sarà il vice, nonché sui 15 nomi dei futuri dirigenti provinciali già decisi, mentre altrettanti saranno eletti dall’assemblea.

“Giuliante-Aracu, un duo che è un fulgido esempio di rinnovamento”, ha detto sarcasticamente Ricciuti, che ieri sera ha animato un incontro presso il centro studi “Lorenzo Natali”, dove erano presenti i consiglieri comunali del capoluogo Enzo Lombardi (quest’ultimo sempre più convinto a candidarsi alle primarie, sempre che ci siano davvero), Adriano Perrotti, Franco Mucciante e Alfonso Tiberi e alcuni eletti nelle circoscrizioni.

Questi ultimi quattro, però, per bocca di Giuliante, si sono affrettati a smentire di aver dato mandato a Ricciuti, segnalando che si tratta di un’iniziativa autonoma.

Intanto, alla scadenza per la presentazione delle candidature, fissata per l’altro ieri, è giunta una sola proposta: quella di Magliocco e Di Cesare che porta il titolo “Con Alfano per le primarie – verso un partito partecipato”.

La lista che li accompagna è composta, per la zona di Sulmona, dal sindaco e dal presidente del Consiglio comunale del capoluogo peligno, Fabio Federico e Nicola Angelucci, Pasqualino Rubino, Alessandro Carnevale, Giuseppe Cortese e Giulio De Santis. Ci sono, poi, i nomi del sindaco di Carapelle Calvisio, Domenico Di Cesare, e dell’assessore del Comune di Fossa Vincenzo Calvisi, la rappresentante della circoscrizione di San Gregorio, frazione dell’Aquila, Chiara Petrocco, Franco Viola, Andrea Rocci e Katiuscia Romano.

Ma sono i tre nomi di Ersilia Lancia, Fernando Caparso e Mauro Tirabassi a creare le maggiori sorprese. La prima, infatti, oltre che consigliere della V circoscrizione dell’Aquila, era considerata molto vicina alla dirigente regionale del partito Carla Mannetti, acerrima avversaria di Giuliante, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che non avrebbe preso parte al congresso: segno evidente di una spaccatura profonda nel circolo “Progetto L’Aquila”.

Caparso e Tirabassi, invece, che sono l’uno consigliere provinciale ed ex sindaco di Pacentro, l’altro assessore comunale di Sulmona, vanno ascritti alla quota di “Destra protagonista”, la corrente del partito che ha come leader nazionali i parlamentari Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa e che ha come referente regionale il vice coordinatore del Pdl, il senatore Fabrizio Di Stefano, che sicuramente ha dato la “benedizione” al congresso unitario. Anche la Mannetti è nel gruppo dei “gasparriani”, quindi è evidente che qualcosa, nel meccanismo, si è rotto.

Un pacchetto di nomi che ha avuto l’imprimatur da Roma con il fax firmato dal vice responsabile dell’organizzazione, Marco Martinelli.
 
Polemiche sul congresso sono giunte pure dall’onorevole Paola Pelino, anche la deputata di Sulmona ha chiesto il rinvio.

A lei e alla Mannetti ha indirettamente risposto con un comunicato il dirigente provinciale del partito Salvatore Santangelo: “In democrazia chi è assente ha sempre torto e lo ha ancora di più quando questa diventa strumentale per colmare un vuoto di rappresentanza politica”.

LA RIUNIONE AL CENTRO STUDI ”NATALI”

A tenere banco, principalmente, l’assemblea degli iscritti di domenica prossima ma anche la questione delle primarie, con Enzo Lombardi che ha ribadito di essere pronto a scendere in pista se dovessero esserci le consultazioni che da qualche giorno sono state normate dal partito con un regolamento ufficializzato da Mario Valducci, potente ex responsabile Enti locali di Fi e oggi vice dello stesso settore nazionale del Pdl.

Nel corso della riunione ci sono state diverse lamentele per quello che è stato definito un “blitz” di Giuliante, che, a detta dei presenti, avrebbe accelerato i tempi narcotizzando il dibattito tra le varie anime del partito, questioni di cui è stato messo al corrente pure il coordinatore regionale del Pdl, il senatore Filippo Piccone.

In realtà qualcuno ha fatto anche notare che Giuliante ha provato più volte a confrontarsi con i “ricciutiani”, senza successo, e che l’esito del tesseramento è stato piuttosto deludente, quindi le rivendicazioni andavano fatte sottovoce e non puntando i piedi.

GIULIANTE: ”RICCIUTI PARLA PER SÉ”

“Ho parlato personalmente con i consiglieri comunali Enzo Lombardi, Adriano Perrotti, Franco Mucciante e Alfonso Tiberi, i quali mi hanno autorizzato a smentire di aver dato mandato a Luca Ricciuti di richiedere al segretario nazionale del partito, Angelino Alfano, il rinvio del congresso provinciale”.

Lo ha affermato il segretario uscente del Pdl dell’Aquila, Gianfranco Giuliante, ad AbruzzoWeb.

“L’iniziativa di Ricciuti, dunque – ha aggiunto Giuliante – è di natura strettamente personale e non è il frutto di una decisione collegiale con gli altri esponenti di partito che pure erano all’incontro di ieri sera”.

“Tra l’altro – ha concluso Giuliante – il via libera al congresso dell’Aquila è stato dato dalla segreteria regionale del Pdl, quindi il percorso è stato legittimato da piena condivisione”.

IL COMUNICATO DI SANTANGELO

Come sappiamo, nel nostro Paese, la Costituzione riconosce ai partiti politici un ruolo centrale, tant’è che la nostra viene descritta come una “democrazia dei partiti”. Allo stesso modo siamo tutti consapevoli che si tratta di un’architettura politica che può facilmente degenerare in “partitocrazia” e proprio per evitare ciò è fondamentale l’istanza partecipativa.

Momenti centrali di questo percorso sono dati dalla capacità di aggregare e convincere i propri simpatizzanti/elettori ad assumere un ruolo attivo (tesseramento) e dall’affinamento delle strategie elettorali e delle alleanze (congresso).

Il prossimo 5 febbraio all’Aquila si terrà il primo congresso provinciale del Popolo della libertà. Si tratta di un momento importante non solo per le considerazioni fin qui svolte, ma ancor più per la particolare contingenza che la nostra città si trova a vivere tra ricostruzione ed elezioni amministrative.

Domenica 29 gennaio a mezzanotte scadeva il termine ultimo per presentare le liste e le mozioni congressuali. Risulta pervenuta solo quella “Con Alfano per le primarie – verso un partito partecipato”. Proprio in questo caso vale il detto il nome è tutto un programma: assecondare il percorso di rigenerazione e ricomposizione politico-elettorale del centrodestra, favorire la meritocrazia e il ricambio generazionale, ponendo al centro la designazione della classe dirigente attraverso lo strumento delle primarie.

Queste posizioni hanno fin qui raccolto il consenso della stragrande maggioranza dei nostri iscritti. Nella composizione della lista che sosterrà il futuro coordinatore provinciale sono rappresentate anche sensibilità diverse da quelle della precedente maggioranza. Proprio il momento congressuale e la chiara definizione della linea politico-elettorale permetteranno di superare i precedenti contrasti.

Comunque sia, gli iscritti del Pdl sono chiamati tutti a partecipare al congresso di domenica per portare il proprio contributo al dibattito ed eleggere i membri del nuovo coordinamento provinciale. In democrazia chi è assente ha sempre torto e lo ha ancora di più quando questa diventa strumentale per colmare un vuoto di rappresentanza politica. (pi.bi.)