L’AQUILA – Il termine ultimo per la presentazione delle “schede parametriche-parte prima”, necessarie a ottenere i contributi per la ricostruzione delle abitazioni inagibili a seguito del sisma, è stato fissato dall’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila tra circa una settimana, ossia per la data del 5 aprile, e molti consorzi rischiano di non riuscire a rispettare il termine che coincide praticamente con il quinto anniversario del sisma.
L’allarme arriva da molti professionisti, e tra essi Paolo De Santis, ex presidente dell’Ordine degli ingegneri. Nelle “schede parametriche-parte prima”, bisogna certificare e indicare una serie di informazioni come il grado di danno sismico, le dimensioni e la localizzazione dell’abitazione, se essa è di pregio e vincolata, se si affaccia su spazi di interesse pubblico, per poter calcolare quanti soldi possono essere messi a disposizione per il progetto di ricostruzione.
“Una situazione paradossale – spiega De Santis ad AbruzzoWeb – perché questa rigida scadenza vale solo per il Comune dell’Aquila. E perché ci sono situazione complesse, per esempio beneficiari con casa ‘E’ che sono in causa con gli eredi. Ci sono norme introdotte di recente che hanno rallentato le pratiche. Un problema che riguarda in particolare le frazioni, e allora la domanda che pongo è questa: se tutti qesti aggregati perderanno i contributi, come si potranno ricostruire parti importanti dei piccoli centri?”.
Insomma, per De Santis il problema non riguarda solo colpevoli ritardatari, ma la possibilità di una ricostruzione organica e completa. “Chi ha consegnato nei termini la scheda parametrica-parte prima – prosegue – riceverà comunque i fondi chissà tra quanti anni, dunque non vedo perché non debba essere concessa una proroga, non si avrebbe alcun rallentamento e nemmeno favoritismi!”.
Prende posizione sulla vicenda anche Raffaele Daniele, consigliere comunale dell’Unione di centro e presidente della Commissione consiliare di controllo e garanzia.
“La colpa non è dei cittadini che rischiano di non consegnare in tempo! – sostiene Daniele – Soprattutto nei centri storici delle frazioni, ci sono problematiche relative all’introduzione della tutela paesaggistica, grazie alla quale si ha la possibilità di ricevere maggiorazioni sul contributo, la cui commissione di valutazione si è insediata da circa un mese”.
“Molti professionisti incaricati, infatti, non comprendendo ancora i parametri di valutazione della commissione stessa – prosegue – stanno subendo ritardi nella compilazione delle schede. ll rischio, in ogni caso, è che cittadini incolpevoli si ritrovino nell’impossibilità di rientrare nella propria abitazione”.
Daniele ricorda che “sono passati anni dal sisma; credo tuttavia che su questo aspetto si debba dimostrare maturità amministrativa e aprire un dibattito costruttivo al fine di trovare una soluzione che preservi il sacrosanto diritto dei nostri concittadini di vedere la propria abitazione ricostruita”.



