PESCARA – “C’è bisogno di destra in Italia, c’è bisogno di una forza che riesce a difendere i valori nazionali. Se oggi siamo in crisi è perché c’è carenza di tutela dei valori di sovranità e interesse nazionale”.
Le parole sono dell’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha tenuto a battesimo la nascita del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Regione, presentata ufficialmente a Pescara nella sede del Consiglio di piazza Unione.
All’appuntamento, che ha visto presente l’intera dirigenza regionale del partito e qualche nuova adesione, doveva partecipare anche l’onorevole Giorgia Meloni che, però, all’ultimo momento non è intervenuta, per ragioni di salute.
Al suo posto il tesoriere nazionale del partito, Marco Marsilio, ex deputato di origini abruzzesi.
Erano invece presenti i consiglieri regionali che hanno dato vita al gruppo: Emiliano Di Matteo, Alessandra Petri e l’assessore Giandonato Morra.
Molti, inoltre, gli esponenti di partito provenienti da tutte e quattro le province abruzzesi. Per il Pescarese c’erano l’ex capogruppo comunale del Popolo della libertà Armando Foschi e l’assessore comunale Nicola Ricotta.
Per il Teatino c’erano il vice presidente del Consiglio provinciale Antonio Tavani, il capogruppo in Consiglio provinciale Etelwardo Sigismondi, il senatore Lucio Zappacosta e, tra le nuove adesioni, il presidente del Consiglio comunale di Chieti, Marcello Michetti.
Per l’Aquilano sono intervenuti Barbara Tempesta, l’ex assessore regionale Francesco Sciarretta e l’ex assessore al Comune di Sulmona (L’Aquila) Mauro Tirabassi.
Forte del riconoscimento da parte della fondazione Alleanza nazionale, Fratelli d’Italia ha avviato la fase due del suo progetto politico. A febbraio si terrà il congresso nazionale e in Abruzzo si guarda già alle prossime elezioni regionali.
“Correremo a sostegno di Gianni Chiodi – ha detto Alemanno – ma bisognerà rivedere equilibri, progetti, programmi e rilanciare l’azione amministrativa, facendo in modo che l’Abruzzo sia sempre più al centro della politica nazionale, non solo perché ha ancora il problema della ricostruzione post-terremoto, ma anche perché è una regione decisiva per lo sviluppo nazionale”.
Riguardo alle vicende che hanno portato alle dimissione del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, Alemanno ha sostenuto che “è sconcertante che proprio nella ricostruzione avvengano questi scandali. Il vero guaio, il vero dramma è l’abbandono da parte dello Stato di questa città e del suo comprensorio. Sono state scaricate sui Comuni e sugli altri enti locali compiti troppo grandi e gravosi. E questi adesso sono gli effetti”.
Per quanto riguarda, infine, l’assenza della Meloni, qualcuno ha fatto notare che, se la conferenza stampa si fosse svolta all’Aquila, l’onorevole forse sarebbe potuto intervenire più facilmente, visto che partiva da Roma. (ar.ia.)






