L’AQUILA – “Travestiti da benefattori e crocerossine, con la medaglia sul petto e la corona sulla testa che napoleonicamente hanno arraffato, questi scialbi e ripugnanti necrofagi hanno fatto scempio della vittima inerme e continuano imperterriti e arroganti a condurre i loro banchetti, i loro affari e le loro carriere imprenditoriali, amministrative e politiche”.

Di pietra il commento alla vicenda Iurato di Vincenzo Vittorini, consigliere comunale di L’Aquila che vogliamo.

Il chirurgo, prima di intraprendere la carriera politica, è stato però presidente della Fondazione 6 aprile per la vita, avendo perso nel sisma del 6 aprile 2009 la moglie e una figlia.

“Neanche Dante Alighieri avrebbe potuto illustrare un simile orrendo spettacolo, o forse lo ha fatto… Questo macabro spettacolo deve essere fermato, a qualsiasi costo. – scrive commentando lo scandalo intercettazioni – Ancora oggi le mosse di questi abominevoli esseri si alimentano del proprio interesse, calpestando addirittura i diritti essenziali dell’uomo. Ancora oggi accade ciò!”.

“Non c’è rispetto della persona e della sua sicurezza. Non c’è rispetto delle regole, della legalità e della giustizia. Non c’è rispetto delle più basilari e legittime aspettative dei ragazzi e degli imprenditori sani”, lo sfogo di Vittorini.

“La libertà di intraprendere, di programmare il proprio futuro, di investire sono sistematicamente tarpate da scelte orientate solo alla carriera di pochi ‘eletti’ – prosegue – circondati da una corte di giullari che, contendendosi le briciole, finiscono di straziare le vittime innocenti di questo girone infernale”.

“Lo Stato quello alto, vero, dignitoso, autorevole e non autoritario deve intervenire in questo abisso dell’umanità, deve rimediare alle scelte che con disattenzione lo hanno causato e deve intervenire sui frutti marci di quelle dissennate scelte”, è l’appello di Vittorini.

“Se uno Stato vero esiste deve riparare, a ogni costo, a questa seconda tragedia aquilana perché in fondo e non parzialmente – conclude – è anche una tragedia dello Stato Italiano”.