L’AQUILA – Dopo le polemiche e l’acceso dibattito scatenato dalle dimissioni del professor Stefano Stuard dal centro dialisi riceviamo e pubblichiamo l’intervento del manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri
“Non è mio costume entrare in diatribe o alimentare polemiche che riguardano il complesso, variegato e soprattutto delicato mondo della sanità. Ciò anche perché le cose che è necessario fare sono talmente tante che assorbono ogni attenzione ed energia. Inoltre le critiche che spesso vengono rivolte, se viste con lo “zoom” al di fuori del contesto e come fatto singolo, sono in larghissima parte fondate e condivisibili.
Magari le stesse cose, ove esaminate in modo più ampio e approfondito, capita che perdano la loro specificità. Sembra pertanto più utile lavorare molto e parlare poco. Capita però la volta in cui sembra necessario, per motivi di rispetto e correttezza nei confronti di tanti, di dover puntualizzare qualcosa.
L’ospedale dell’Aquila ha sempre avuto personale sanitario che si è meritato il rispetto della città.Questo ancora di più dopo il terremoto quando, già dal sette aprile dello scorso anno, gran parte di questo personale non si è risparmiato per presenza, dedizione, inventiva per la soluzione dei tanti problemi, spirito di squadra, senso di adattamento.
Tutti o quasi, per pudore, per modestia o solo per mancanza di tempo hanno lavorato e lavorano, senza autocelebrazioni, senza pretendere la palma di “eroi”. Fanno il proprio dovere dimostrando quotidianamente, nonostante i notevoli disagi, grande senso di appartenenza e spirito di squadra, senza polemiche sterili e pretestuose, assicurano un livello di qualità delle prestazioni sempre più vicino allo standard consueto. Sanno che la ricostruzione sta procedendo con la massima celerità possibile secondo un programma prestabilito che assicura il completamento dei Reparti secondo un criterio ragionato.
Non c’è né c’è stato, fra questi, un “più”, sono in molti, veramente molti i “più”, e diventa pertanto imbarazzante apprendere dalla stampa che ci sarebbe un solo “eroe” che sembra ci stia lasciando per protesta (le motivazioni addotte nel corso di un colloquio sembrano invero del tutto personali) e bisogna fermarlo. Non comprendo certi atteggiamenti. Sembrano quasi posti in essere per farsi “tirare la giacca”.
A me hanno insegnato che tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile, per cui chi vuole andare vada. Noi, utilizzando le procedure previste dalle norme, senza alchimie poiché non appartenenti allo stile gestionale di questa Direzione Generale, procederemo a rimpiazzare chi lascia sperando che la squadra si accresca di professionisti sempre più validi e motivati”.






