ASSERGI – È iniziata stamani nel Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e proseguirà per quattro giorni l’escursione annuale del Gruppo di Floristica della Società Botanica Italiana, nel corso della quale 30 botanici provenienti da tutta l’Italia esploreranno una delle aree floristiche italiane meno conosciute ma di maggiore interesse vegetazionale.

L’escursione è stata organizzata dal Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, che il Parco gestisce in collaborazione con l’Università di Camerino.

“Abbiamo scelto quest’area – spiega il responsabile scientifico del Centro, Fabio Conti – perché secondo la nostra banca dati risulta particolarmente meritevole di approfondimento. Gli ultimi dati floristici risalgono alle esplorazioni del botanico teramano Giuseppe Zodda, il quale, tra gli anni ’50 e ‘60 del secolo scorso, nella mole di letteratura scientifica prodotta, ha pubblicato anche qualche dato sull’area”.

“Da allora – continua Conti – la classificazione delle specie ha subito tante e tali modificazioni da imporre agli studiosi di tornare sul campo per aggiornare i dati conoscitivi sulla flora di questa particolare area del Gran Sasso; area che, per le peculiarità geografiche, climatiche, storiche e geomorfologiche, può rivelare emergenze floristiche meritevoli di tutela e valorizzazione”.