L’AQUILA – “Il target di riduzione assegnato al nostro Paese del 62% è ingiustificato, non realistico e discriminatorio”.

Lo ha detto il sottosegretario Masaf, Luigi D’Eramo,  aquilano, segretario regionale della Lega in Abruzzo, nel corso del Consiglio Ue agricoltura e pesca intervenendo sullo stato di avanzamento della proposta di regolamento europeo riguardante i prodotti fitosanitari.

Il sottosegretario ha evidenziato come “la discussione non può ritenersi conclusa nemmeno sui punti che sono stati oggetto di proposte di compromesso in quanto, nonostante gli sforzi compiuti, è necessario continuare il confronto per analizzare nel dettaglio alcuni aspetti fondamentali, tra cui le responsabilità degli ‘utilizzatori professionali’; l’eccessivo onere burocratico per le aziende agricole e per le istituzioni; le modalità di quantificazione degli obiettivi di riduzione attribuiti ai diversi Stati membri”. “Attendiamo l’esito degli approfondimenti richiesti da questo Consiglio”, ha concluso il sottosegretario, ribadendo che l’obiettivo primario per il nostro Paese resta quello di “mantenere competitiva l’agricoltura europea”.

– “In questo documento – ha proseguito D’Eramo – emerge una valutazione negativa sulla proposta della Commissione europea, ritenendo necessario che venga elaborata una valutazione di impatto, per evidenziare e valutare le ripercussioni socio-economiche ed occupazionali delle misure prospettate, che sia verificata l’introduzione di misure di contrasto della pesca illegale e non regolamentata che potrebbe arrecare danni ambientali maggiori delle attività che si vogliono limitare”. Nel documento si chiede anche “che si preveda di incentivare l’utilizzo di motori termici con emissioni ridotte e più performanti, evitando al contempo di aumentare la tassazione sui combustibili fossili, anche tenendo conto del contesto economico derivante dall’aggressione della Russia all’Ucraina”.

Si chiede “che siano verificate le aree precluse alla pesca a strascico o se le misure proposte vadano a limitare le zone accessibili con tale tecnica, e venga valutata in quale misura la futura estensione delle aree marine oggetto di tutela, prevista dalla Strategia sulla biodiversità per il 2030, diminuisca le aree disponibili per la pesca a strascico, nel senso di diminuirle”, sottolinea D’Eramo.

“Sia chiaro, abbiamo certamente apprezzato gli sforzi per adeguare il testo finale alla realtà di quanto argomentato a marzo. Pur rilevando quindi alcuni aspetti positivi nel pacchetto pesca sul Piano di azione, il giudizio non può essere positivo ed è necessario ampliare approfondire il dibattito su questo documento per affrontare le conseguenze sociali ed economiche che un programma di tale importanza dovrebbe avere”, conclude.