PESCARA – “Ho fatto una preghiera laica a questo Governo: che sia un Governo che continui ad aiutare l’Abruzzo, come ha fatto il precedente. Abbiamo delle partite appese. Auspico anche che venga potenziata significativamente la Protezione civile nazionale, che è stata depotenziata dalla legge dopo i fattacci che hanno riguardato la cricca”.
Così il presidente della Regione Abruzzo e senatore Luciano D’Alfonso, a stretto giro dal giurameto del persidente del consiglio Giuseppe Conte e dei 18 ministri del governo di Movimento 5 stelle e Lega. Tra le “preghiere” di D’Alfonso, anche quella di far tornare la Protezione civile a quella che era ai tempi di Guido Bertolaso, che ha gestito la fase dell’emergenza dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo.
“Mancano cento dirigenti, ci sono soltanto 16 Canadair – spiega D’Alfonso a proposito della Protezione civile – dobbiamo potenziare facendo in modo che diventi una Protezione civile capace, potente e significativamente organizzata come ai tempi di Bertolaso”.
D’Alfonso afferma poi che “mi piacerebbe partecipare con velocità a un processo partecipativo riguardante una legge che semplifichi le procedure di politiche industriali per i siti esausti ricadenti nelle aree urbane dove ci sono industrie esauste concepite agli inizi del ‘900 che non possono essere bonificate perché gli enti locali e i vecchi proprietari non hanno le risorse. C’è bisogno di una norma che venga rifinanziata”.
Un’altra norma su cui D’Alfonso vorrebbe lavorare, “riguarda le delocalizzazioni di industrie che hanno ricevuto contributi e che devono essere sanzionate, appesantite, sul piano fiscale e dal punto di vista degli oneri contrattuali. Chi si insedia avendo ricevuto contributi o avendo avuto quasi gratuitamente il sito industriale non può decidere di andarsene lasciando tutto come se nulla fosse accaduto nei rapporti sistema-Paese e produzione industriale. C’è bisogno di rafforzare la pesantezza, avendo come riguardo la delicatezza dei rapporti tra l’attrattiva industriale e la tutela delle occasioni di lavoro”.
Temi importanti, ha sottolineato, non solo “perché stanno dentro alla storia dell’Abruzzo, ma anche perché affannano e stanno affaticando il sistema Italia”.
“Mi auguro – dice – che il lavoro fatto con 400 milioni di euro possa continuare. Così come il patrimonio dell’edilizia scolastica o il patrimonio dei depuratori. E poi – aggiunge – mi auguro anche che la Regione Abruzzo possa portare a termine l’accordo fatto con il Mit e Rfi per il potenziamento della ferroviarizzazione abruzzese”. “Sto per scrivere una lettera al sottosegretario Giorgetti – annuncia – per fare in modo che le partite non conoscano ferma e posa”.




