CHIETI – Una vera e propria festa cubana ha fatto vibrare ieri sera il teatro “La Civitella” di Chieti, che ha ospitato il concerto di un mister Fornaciari completamente rinnovato.

Grinta e dolcezza delle sue storiche canzoni sono state adattate al ritmo vivace della musica cubana, in un mix perfetto che ha conquistato il pubblico presente.

Già nel pomeriggio il traffico in rotta verso il centro della città era stato deviato proprio per far affluire le tantissime persone che hanno fatto registrare il “sold out” anche per questa nuova avventura musicale di Zucchero.

Il Fornaciari nazionale è apparso in splendida forma, scherzoso e attivo, con il  tipico abbigliamento scuro e  immancabile copricapo che ha alternato durante il concerto. Per rimanere in tema ‘cubano’ per tuta la sera ha incitato con un “Vamos!” il gruppo di musicisti e ballerine cubani doc che lo ha accompagnato nella performance,

“Ho voluto fortemente fare il concerto in questo luogo, così siamo tutti vicini. Questo anfiteatro è bellissimo e forse troppo sottovalutato”, ha urlato al pubblico.

Zucchero ha spiegato il perché di questo suo progetto: “La Sesion Cubana è un progetto che prima di diventare tale per me era un sogno: è da tanto tempo che ho in mente di rivedere le cose con il ‘sabor cubano’, amo la musica cubana e il mio progetto non ha nulla a che vedere con ideologie politiche che penso, anzi spero, ormai siano superate, ma solo con la musica, la cultura e la gente di Cuba”.

Anche al palco è stato dato un tocco ‘caraibico’: sfondo con una macchina azzurra in corsa che fuma il sigaro e una testa di coccodrillo fluorescente.

Durante lo show si sono alternate tantissime luci per ogni occasione e per ogni melodia: un’esplosione di colori per le canzoni movimentate, luci  più soft per pezzi più delicati o per quelle preghiere con cui Zucchero ha sempre fatto emozionare e immaginare di essere in un mondo “celestiale”.

Due enormi stelle rosse sovrastavano la scena e a metà concerto è stata scoperta una bandiera cubana che poi ha dominato la scena fino alla fine.

“Nena”, è stata la canzone esordio della serata che in realtà è anche la prima canzone del suo ultimo album “Sesion Cubana”;  poi è passato a uno dei suoi pezzi più famosi “Un Kilo”, a seguire “Cuba Libre”, “Never is a moment” accompagnata da un dolce applauso del pubblico, “Love is all round”, una scatenatissima “Bacco Perbacco”, “Indaco dagli occhi del cielo”,”God bless the child”, “Spicinfrin boy”.

Il grande delirio però c’è stato con il suo ultimo successone “Guantanamera”, dove il pubblico si è lasciato trascinare dalla magia del ritmo lanciandosi in un ballo senza sosta direttamente sotto il palco.

Balli scatenati con “Baila..(baila morena sotto questa luna piena)”, poi è stata la volta di “Sabor a Ti”, seguito da un piccolissimo momento di riflessione in cui ha dedicato una vera preghiera del 1936 “Ave Maria No Morro” a colui che ha definito un grande uomo, Nelson Mandela.

Il suo repertorio è andato oltre con “Il volo”, l’immortale “Overdose d’amore”, la vivace “Vedo Nero” del penultimo album “Chocabeck”, e proprio di questo penultimo album ha cantato un’altra canzone “Il suono della Domenica”, e con una voce commossa e toccante ha dichiarato di volerla dedicare al suo paese colpito dal terremoto in Emilia. “Sere d’estate”, “Con le mani”, indossando una stravagante maschera da demone si è esibito in “ Diavolo in me”, “Mi manchi”, “Cosi celeste”.

Poi lo “sprint” finale dove il pubblico, visibilmente stanco, ma innamorato della voce del Re del Blues ha continuato a ballare con grinta con “Solo una sana e consapevole libidine”, “La Bamba” e quella canzone che nel corso degli anni ha fatto scatenare anche i più piccini grazie al suo ritmo allegro e festoso: “Per colpa di chi?”.

 Poco prima della mezzanotte poi ha salutato il suo pubblico con una frase: “Il  blues non morirà mai!”.