CASALINCONTRADA – No all’impianto agrivoltaico da 21 megawatt previsto in località Colle Petrano: lo hanno ribadito domenica in un incontro pubblico l’amministrazione comunale di Casalincontrada in provincia di Chieti, cittadini tecnici, rappresentanti del mondo agricolo e professionisti che hanno approfondito gli aspetti normativi, agricoli, paesaggistici e legali del progetto.
Il sindaco Vincenzo Mammarella ha aperto i lavori illustrando il progetto e le intenzioni dell’Amministrazione. Ha ripercorso l’iter procedimentale seguito fino ad oggi e ha spiegato che l’autorizzazione dell’impianto non è di competenza comunale ma della Regione. Per questo, finora, l’unico strumento a disposizione del Comune è stato la presentazione di osservazioni all’intero progetto al servizio di valutazione ambientale della Regione.
Il sindaco ha illustrato le osservazioni presentate dal Comune e ha spiegato che, anche grazie ad esse, la procedura è attualmente in fase sospensiva in quanto il servizio di valutazione ambientale ha chiesto integrazioni alla società Blusolar SRL.
In particolare, è necessario verificare, con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Chieti e Pescara, la compatibilità dell’intervento con il bene tutelato dall’art. 10, c. 4, lett. l del D.Lgs 42/2004, garantendo il rispetto degli indirizzi di tutela delle LL.RR. n. 17/1997 e n. 58/2023, integrare la proposta di schermatura arborea ai fini di un miglior inserimento paesaggistico del progetto e fornire una valutazione di impatto acustico.
Il sindaco ha aggiunto che è stato messo in dubbio anche l’effettivo uso agricolo della componente zootecnica ovicola, che il progetto indica a sostegno della natura agrivoltaica dell’impianto.
La questione sarà oggetto di ulteriori valutazioni tecniche ed eventuali ricorsi. Ha ricordato che sono state presentate osservazioni anche da altre associazioni: l’Associazione Terrae odv, a supporto della tutela e della valorizzazione del patrimonio in terra cruda, riconosciuto a livello internazionale, e CieloBuio, Coordinamento per la protezione del cielo notturno, che ha sollevato osservazioni sull’inquinamento luminoso notturno che l’impianto potrebbe produrre.
Fabrizio Lobene, presidente regionale di Confagricoltura Abruzzo, ha ripercorso l’iter seguito nei confronti della Regione sulla legge delle aree idonee agli impianti fotovoltaici e agrivoltaici, tra interlocuzioni e osservazioni.
Ha spiegato che la legge è stata rimodulata e adeguata alla normativa nazionale ed è in fase di pubblicazione, e che dunque restano ancora sospese le modifiche apportate grazie all’azione di Confagricoltura.
L’avvocato Francesco Paolo Febbo, amministrativista esperto di diritto ambientale, ha indicato le possibili azioni legali che l’Amministrazione potrebbe intraprendere già da subito.
Stefano Fabrizi, direttore provinciale di Confagricoltura L’Aquila, ha spiegato in che modo il progetto cerca di qualificarsi come agrivoltaico.
Per dimostrare che l’attività agricola continua, il proponente prevede l’allevamento di ovini tra i pannelli, sui 24 ettari di seminativo che verrebbero trasformati. Fabrizi ha però fatto notare che la concentrazione di ovini in Abruzzo è nell’Aquilano e non nel Chietino.
Ha quindi espresso dubbi sul fatto che pastori e aziende ovicole siano interessati a portare i propri capi in provincia di Chieti, sul territorio specifico interessato dal progetto.
Marco Bussone, presidente nazionale dell’UNCEM (Unione Nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti Montani), collegato in videoconferenza, ha incentrato il suo intervento sull’utilizzo delle fonti rinnovabili. Ha riconosciuto che sono oggi un motore fondamentale della transizione e della mitigazione del cambiamento climatico, ma ha sottolineato che devono essere progettate e realizzate in modo coerente con le caratteristiche dei territori. Ha espresso vicinanza al Comune di Casalincontrada e ha assicurato il proprio supporto alle azioni che l’Amministrazione intenderà attuare.
Gianfranco Conti, presidente dell’Associazione Terrae odv, coordinatore del CED Terra Casalincontrada e dell’Associazione Internazionale della terra cruda, ha sottolineato il valore culturale, ambientale e paesaggistico delle case di terra, che vanno tutelate.
Antonio Corrado, ricercatore e tecnico di marketing del territorio e turismo, ha descritto le caratteristiche della transumanza in Abruzzo, la consistenza del patrimonio ovino regionale e le diverse realtà del settore. Ha poi illustrato quale realtà potrebbe crearsi attorno all’impianto a Colle Petrano.
Mauro Lovato, presidente di Confagricoltura Chieti, ha approfondito il tema del limite del 3%, che fissa un tetto massimo di superficie agricola utilizzabile per gli impianti (normativa nazionale: decreto-legge 175/2025, convertito nella legge 4/2026). Questo limite serve a garantire a tutti i cittadini e alle imprese agricole del territorio la stessa possibilità di accesso. Secondo il presidente, non è accettabile che l’intero margine disponibile sia assorbito da un solo operatore. Ha ricordato che Casalincontrada dispone di 720,5 ettari di SAU (Superficie Agricola Utilizzata), per cui il 3% corrisponde a circa 21,6 ettari. Il progetto ne occupa 24, quindi supererebbe il tetto e precluderebbe ad altri agricoltori di installare pannelli sui propri terreni per le esigenze delle loro aziende.
Dall’incontro è emersa una posizione netta: “l’impianto a Colle Petrano non risponde a finalità agricole e rischia di compromettere paesaggio, tradizioni e opportunità per le imprese locali”.
L’Amministrazione continuerà a valutare ogni iniziativa utile a tutela del territorio. Al termine dei lavori si sono svolti domande e interventi dal pubblico, nei quali i residenti hanno espresso le proprie preoccupazioni: le luci notturne dell’impianto, che rischiano di essere puntate sulle abitazioni; il rumore costante prodotto dalle cabine elettriche; gli allarmi acustici, potenzialmente molto forti; il riverbero luminoso, capace di abbagliare; e il deprezzamento di terreni e case, che subirebbero una perdita di valore. A supporto tecnico era presente all’incontro anche il direttore interprovinciale di Confagricoltura, Camillo Colangelo.
A margine dell’incontro, il sindaco Vincenzo Mammarella ha rivolto un caloroso invito al promotore dell’iniziativa, il dott. Nicola Petruzzi, imprenditore nell’ambito della sanità in Abruzzo e in altre regioni d’Italia, a non snaturare territori agricoli che i nostri avi hanno curato con fatica, ma nel rispetto dell’ambiente. “Diversamente sarà ricordato come un Attila”, ha affermato il sindaco. “Ci opporremo con ogni mezzo consentito dalla legge e nel rispetto




