PESCARA – Urne aperte fino alle 15 a Pescara per le elezioni comunali bis, in 23 delle 170 sezioni cittadine, dopo l’annullamento disposto dal Consiglio di Stato per irregolarità riscontrate nelle consultazioni del giugno 2024.

Sono complessivamente 13.956 gli elettori chiamati al voto. Alle 19 di ieri sono stati 5.230 e l’affluenza si attesta al 37,46% degli aventi diritto.

Nelle elezioni amministrative di giugno del 2024, in concomitanza con le elezioni europee, l’affluenza alle urne fu del 61,68%, con 63.664 votanti su 103.216 elettori e 1.771 schede non valide tra bianche e nulle.

Le sezioni coinvolte dal voto sono: 25, 28, 31, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 51, 55, 57, 71, 73, 74, 78, 89 (ospedaliera), 95, 117, 137, 157, 166 e 169. Nel 2024 contavano circa 14mila elettori e avevano espresso complessivamente 8.806 voti per i candidati sindaco. In quelle stesse sezioni Carlo Masci, candidato del centrodestra, si era fermato al 49,65% (4.372 voti), seguito dal candidato del centrosinistra Carlo Costantini con il 34,86% (3.070 voti), quindi da Domenico Pettinari (13,64%) e Gianluca Fusilli (1,85%).

Dopo il riconteggio delle 147 sezioni valide, con un totale di 53.185 preferenze espresse, il dato è il seguente: Masci 27.137 (51,02%), Costantini 18.187 (34,02%), Pettinari 6.947 (13,06%) e Fusilli 914 (1,72%).

Il ritorno alle urne è dipeso dalla cosiddetta prova di resistenza, lo strumento giuridico con cui i giudici valutano se le irregolarità accertate hanno inciso sull’esito finale: a Pescara essendo esiguo il margine – 472 voti dopo il riconteggio – rispetto alla soglia necessaria per evitare il ballottaggio, non è stato possibile affermare “con un sufficiente grado di certezza” che l’annullamento delle operazioni nelle sezioni viziate sia “inidoneo a una modifica sostanziale del risultato”.