Ci siamo appena lasciati alle spalle un’estate incredibilmente positiva per il turismo italiano. Secondo le stime diffuse a settembre, le presenze turistiche hanno raggiunto circa 256 milioni, il 2% in più rispetto al 2025. Non sono però mancate le criticità. Soprattutto per chi ha scelto di muoversi in aereo.
Tra giugno e agosto, secondo i dati di AirHelp, quasi 1,3 milioni di passeggeri hanno dovuto fare i conti con la cancellazione del proprio volo in Italia. Nello stesso periodo del 2025 erano stati circa 406mila. Una situazione estremamente complessa, sulla quale hanno pesato scioperi, problemi operativi, maltempo e tensioni internazionali.
Già nell’estate 2025 erano emerse diverse criticità, come evidenziato dai dati sui ritardi aerei di luglio e le prospettive per il resto dell’anno. I numeri del 2026 confermano quanto sia importante continuare a monitorare i disservizi.
Voli cancellati: le risposte rapide per chi viaggia
- Quanti passeggeri sono stati coinvolti? Quasi 1,3 milioni da giugno ad agosto 2026, contro circa 406mila nello stesso periodo del 2025, secondo AirHelp.
- Quali sono gli aeroporti più colpiti? Tra i grandi scali analizzati, Milano Linate (8% dei voli cancellati), Catania (7%) e Roma Fiumicino (4%).
- Cosa fare se il volo è cancellato? Scegliere tra rimborso e volo alternativo e chiedere alla compagnia l’assistenza prevista durante l’attesa.
- Quando spetta una compensazione? In alcuni casi da 250 a 600 euro, a seconda della tratta e delle circostanze. La comunicazione con meno di 14 giorni di anticipo non basta, da sola, a garantirla.
- Che cosa cambia nell’inverno 2026/27? Alcune compagnie hanno ridotto l’offerta su determinate rotte; non ogni taglio di programmazione corrisponde a un volo prenotato e poi cancellato.
Scioperi aerei nell’estate 2026: le giornate più difficili
Gli scioperi sono stati tra i fattori che hanno pesato sui disservizi estivi. Va però ricordato che dal 27 luglio al 5 settembre, in Italia, era in vigore il periodo di franchigia nel quale non sono consentiti scioperi del trasporto aereo.
La stagione è iniziata con le agitazioni che hanno coinvolto il personale easyJet il 13 giugno ed è proseguita con gli scioperi di luglio, tra cui quello del 5. La giornata del 21 agosto è stata comunque particolarmente complicata: secondo la rilevazione, i disservizi hanno coinvolto circa 235mila passeggeri, ma non si trattava di uno sciopero aereo. Il 13 settembre nuove agitazioni hanno interessato il personale di alcuni aeroporti, tra cui Fiumicino e Ciampino.
Milano Linate, Catania e Fiumicino: gli aeroporti più colpiti
Continuando a scorrere i dati forniti da AirHelp, società specializzata nella tutela dei passeggeri aerei, si scopre che, tra gli scali con oltre un milione di viaggiatori nell’estate, quello più colpito dalle cancellazioni è stato Milano Linate (8% dei voli cancellati), seguito da Catania (7%) e Roma Fiumicino (4%).
A Catania, ai disagi del trasporto aereo si sono aggiunte anche le conseguenze dell’attività vulcanica dell’Etna.
Roma Fiumicino, però, ha registrato un altro dato poco lusinghiero: circa 330mila passeggeri coinvolti da cancellazioni nel periodo considerato.
Dati poco lusinghieri, soprattutto se si allarga l’analisi agli altri Paesi europei. Secondo la stessa rilevazione, la quota di passeggeri coinvolti da cancellazioni in Italia (3,3%) è tra le più alte del continente. Spagna, Francia e Portogallo si sono fermati rispettivamente allo 0,9%, all’1,8% e all’1,4%.
Volo cancellato: quando spettano rimborso e compensazione
La buona notizia per i passeggeri è che, come ricorda AirHelp nella sua guida dedicata al volo cancellato, il Regolamento (CE) 261/2004 tutela chi viaggia sui voli coperti dalla normativa europea. In caso di cancellazione, la compagnia deve offrire la scelta tra il rimborso del biglietto e un trasporto alternativo verso la destinazione.
Ma non solo. Se la cancellazione è stata comunicata meno di 14 giorni prima della partenza, il passeggero può avere diritto anche a una compensazione economica tra 250 e 600 euro. Il diritto non è automatico: contano gli orari dell’eventuale volo alternativo e le cause della cancellazione. Il regolamento europeo è stato aggiornato nel 2026, ma le nuove disposizioni si applicheranno dal 23 ottobre 2027.
Come chiedere il rimborso dopo un volo cancellato
La prima cosa da fare quando si scopre la cancellazione è chiedere alla compagnia il motivo per iscritto. Conviene poi conservare la prenotazione, le comunicazioni ricevute e le ricevute delle spese sostenute durante l’attesa. Se il vettore non offre l’assistenza dovuta, le spese necessarie, ragionevoli e documentate possono essere richieste a rimborso.
Il passeggero può scegliere se farsi restituire il prezzo del biglietto oppure partire con un volo alternativo, quanto prima o in una data successiva compatibile con le opzioni previste. Il rimborso deve arrivare entro sette giorni. Eventuali voucher possono essere accettati volontariamente, ma non devono essere imposti al posto del denaro. Rimborso e compensazione economica sono due diritti distinti.
Ultimo consiglio utile, per chi accetta il volo alternativo, è annotare il suo orario effettivo di arrivo. Anche questo dato può incidere sul diritto alla compensazione o sull’importo riconosciuto, da valutare in base al singolo caso.
Quando la cancellazione non dà diritto alla compensazione
Il vettore non è obbligato a pagare la compensazione se dimostra che la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali che non avrebbe potuto evitare neppure adottando misure ragionevoli. Possono rientrare in questa categoria il maltempo estremo, alcuni eventi naturali, le emergenze aeroportuali e gli scioperi del personale aeroportuale esterno alla compagnia.
Non rientrano normalmente tra le circostanze eccezionali, invece, i guasti tecnici ordinari e gli scioperi del personale della compagnia. Le coincidenze perse vanno valutate caso per caso, in particolare quando i voli fanno parte di un’unica prenotazione.
Inverno 2026/27: i tagli alle rotte e le prospettive
L’estate è stata difficilissima per chi si è trovato con un volo cancellato. Intanto alcune compagnie stanno rivedendo i propri programmi invernali, ma è importante distinguere il taglio di una rotta dalla cancellazione di un volo già prenotato.
Ryanair, per esempio, ha annunciato riduzioni dell’offerta in alcuni mercati europei. L’8 ottobre ha confermato un taglio di circa 700mila posti nel programma invernale in Germania, legato soprattutto ai costi di accesso agli aeroporti. In Italia, invece, la compagnia ha annunciato anche un aumento dell’offerta su Milano.
Volotea ha invece ritirato dalla vendita 32 rotte per l’inverno 2026/27, soprattutto sul mercato francese. Tra i collegamenti interessati figurano quelli da Napoli per Genova, Torino, Palermo e Nantes, quello da Brest per Roma Fiumicino e quelli da Bordeaux per Bari e Roma. La rimozione dal programma stagionale non significa necessariamente che tutti questi voli fossero già prenotati o siano stati cancellati all’ultimo momento.
Il quadro, quindi, resta da seguire con attenzione. Le compagnie stanno facendo i conti con costi operativi, domanda e scelte sulle rotte, mentre il caro carburante potrebbe continuare a pesare sui prezzi dei biglietti. Per chi ha già prenotato, il consiglio è controllare le comunicazioni del vettore e conoscere i propri diritti in caso di modifiche.






