L’AQUILA – È tornato nella “sua” L’Aquila, questa volta come testimonial d’eccezione del nuovo marchio nato per rilanciare i prodotti del capoluogo abruzzese.
Bruno Vespa è arrivato ieri mattina in centro storico per la presentazione di questa iniziativa che si è tenuta in uno dei pochi bar riaperti dopo il sisma del 6 aprile del 2009.
Vespa, che giorni fa si era commosso durante una trasmissione televisiva nel rivedere le immagini del centro aquilano, ha ribadito la volontà di arrivare anche a una “rivoluzione” se il Governo non darà la proroga delle agevolazioni fiscali, ma non ha voluto firmare la legge di iniziativa popolare, perché non la conosce.
Fatto che ha mandato su tutte le furie il presidio permanente di piazza Duomo, che lo ha definito “un pessimo cittadino e un pessimo giornalista”, nonché “colpevole di essere stato complice dell’inganno mediatico del Governo”.
Un appello Vespa lo ha poi rivolto a Chiodi e Cialente per una ricostruzione più veloce del centro storico. “Inventatevi quello che vi pare – ha detto -ma io vorrei vedere persone arrampicate su questi palazzi che iniziano a rimettere in piedi il centro storico”.
“LEGGE POPOLARE? NON LA CONOSCO E NON FIRMO”
L’AQUILA – “Non so di cosa si tratta, e poi non firmo nulla da quando ero ragazzo”.
Alla domanda su una sua eventuale firma per la legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione, ha risposto così il giornalista aquilano Bruno Vespa, stamattina all’Aquila per la presentazione del nuovo marchio “L’Aquila made in” promosso dal Consorzio per lo sviluppo industrial, di cui è testimonial.
“Di questa legge ne ho sentito parlare proprio in questo momento – ha affermato Vespa – sono cose troppo serie. Magari è un documento meraviglioso, però cerchiamo più che altro di stare vicini al sindaco e al presidente della Regione, che hanno questo enorme problema da affrontare”.
Un problema che Vespa auspica venga risolto il più presto possibile, “perché secondo me si sta cominciando a perdere un po’ di tempo”.
”LA RICOSTRUZIONE RIPARTA ANCHE IN CENTRO STORICO”
“Trovate i quattro palazzi che stanno meno peggio e iniziate a lavorare su quelli, ma per piacere date l’idea che questi puntelli vengano via via smontati e che il centro torni a vivere”.
È questo l’appello che Vespa ha rivolto al commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, e al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, presenti anche loro al lancio del nuovo marchio tutto aquilano.
Vespa ha spiegato che la percezione pubblica rispetto alla ricostruzione dell’Aquila è di completa stasi “e questo non ce lo possiamo permettere”.
In nome della sua grande esperienza nel campo della comunicazione, Vespa ha dato alle istituzioni un suggerimento: “Inventatevi quello che vi pare, ma io vorrei vedere persone arrampicate su questi palazzi che iniziano a rimettere in piedi il centro storico.
“Si vive anche di simboli – ha aggiunto – e il simbolo dell’Aquila è il centro storico”.
Un concetto importante, che Vespa ha voluto sottolineare ricordando la bocciatura dell’idea delle new town del presidente Berlusconi all’indomani del sisma, “Perchè L’aquila è questa, è il centro”.
“Questo nostro motto ‘immota manet’ – ha detto – lo dobbiamo prendere per una battuta storico umoristica , ci dobbiamo veramente muovere”.
Vespa ha poi ribadito di essere pronto “a fare la rivoluzione con gli aquilani se il governo non darà la proroga delle agevolazioni fiscali”.
Si è poi intrattenuto in una conversazione privata con Chiodi e Cialente in un angolo della sala dove si è tenuto l’incontro, chiedendo un momento di privacy ai giornalisti.
Una “riunione” durata quasi una mezz’ora in cui i tre hanno conversato privatamente, probabilmente affrontando i punti sollevati dal giornalista aquilano sulla ricostruzione.
‘L’AQUILA MADE IN’: UN MARCHIO PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO
Nasce “L’Aquila made in”, un nuovo marchio gratuito per rilanciare i prodotti del capoluogo abruzzese.
È promosso dal Consorzio per lo sviluppo industriale locale, in collaborazione con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria.
“È un marchio collettivo e generalista – ha spiegato il presidente del consorzio, Lorenzo Di Marzio – che ci aiuterà a esportare i nostri prodotti, per questo motivo abbiamo deciso di affidarci a Bruno Vespa che è un ‘marchio di fabbrica’ della nostra città, il miglior prodotto aquilano in circolazione”.
“Da sempre sono un fanatico del made in – ha detto Vespa – dell’origine controllata e della tracciabilità dei prodotti. All’Aquila in questo momento dobbiamo dare esempi di imprenditorialità e di efficienza. Dobbiamo fare buoni prodotti, avere buone idee e saper utilizzare le opportunità straordinarie che ci vengono offerte.”
Presente anche il commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, secondo il quale il marchio “sosterrà la rinascita del territorio e promuoverà, sotto un unico simbolo, iniziative imprenditoriali, culturali, sociali e istituzionali, per rendere la ricostruzione un progetto comune e condiviso.
Il marchio, ideato dalla One Group, richiama a una mela stilizzata, a ben guardare è invece dato da una combinazione grafica delle iniziali della parola L’Aquila: la lettera “L” e la “A” con al centro l’apostrofo.
“Il logo – ha spiegato Francesca Pompa, presidente della One Group – costituisce un sigillo che, nel frutto, riconosce il valore dell’azione e, nella forma, che accenna al cuore, la passione come forza della partecipazione di tutti al rilancio del territorio”.
Presente anche il presidente della camera di Commercio, Giorgio Rainaldi, che ha plaudito l’iniziativa del Consorzio, con la speranza che “questo porti tanta serenità al territorio”.
Proprio al “trademark” Bruno Vespa è stata regalata una spilla realizzata dall’orafo aquilano Giusti con una riproduzione del marchio di cui è testimonial.
I COMITATI: “VESPA PESSIMO CITTADINO E PESSIMO GIORNALISTA”
L’AQUILA – “Un pessimo cittadino e un pessimo giornalista”. Sono dure le parole del presidio permanente di piazza Duomo rivolte a Bruno Vespa, oggi all’Aquila come testimonial del marchio “made in”, che al suo arrivo ha dichiarato di non essere a conoscenza della legge d’iniziativa popolare per la ricostruzione, promossa dal comitato stesso, e di non aver nessuna intenzione di firmarla.
Colpevole, secondo il comitato, di essere stato complice dell’inganno mediatico del Governo, Vespa non meriterebbe neanche più la cittadinanza aquilana, “perché sarebbero quelli che considerano la città un patrimonio comune da difendere a meritarla”.
Di seguito il testo completo della lettera.
Dopo che da mesi ha smesso di occuparsi dell’Aquila, Bruno Vespa torna in città come testimonial del marchio “L’Aquila made in”.
Vespa testimonial? Noi crediamo che chi è stato complice e autore dell’inganno mediatico del governo, che ha voluto far credere al “miracolo aquilano”, non può rappresentare la nostra città.
Chi ama questo territorio lo difende dalle speculazioni e dalla propaganda. Vespa invece, si è limitato a sfruttare la facile emotività dei primi tempi del post terremoto, si è reso complice del governo nel nascondere e nell’ ignorare i problemi della città, ha cercato di sminuire e ridicolizzare il movimento spontaneo dei cittadini che da sempre chiedono trasparenza e partecipazione alle scelte che li riguardano.
Oggi questo finto giornalista grida a una finta rivoluzione nel caso in cui il governo non conceda una proroga delle tasse. Non sarà suo merito se la otterremo – sono mesi che siamo costretti a mobilitarci per questo semplice diritto – e comunque non avremo risolto in questo modo tutti i problemi di una gestione fallimentare della Ricostruzione.
Vespa ha dichiarato anche di venire a conoscenza per la prima volta dell’esistenza di una legge di iniziativa popolare scritta dai cittadini aquilani.
Potremmo rispondere che è un pessimo giornalista, visto che non si dà nemmeno la pena di informarsi.
Ma sappiamo bene che la sua è invece la posizione di chi smaccatamente vuole ignorare un movimento dal basso.
Sappia però che gli aquilani stanno firmando in massa, mentre lui continua a dimostrarsi un pessimo cittadino oltre che un pessimo giornalista.
Migliaia di cittadini sono venuti il 20 novembre all’Aquila da tutta Italia, rispondendo alla chiamata della città e hanno firmato per primi la nostra legge. Sono tutti loro, che considerano la città dell’Aquila un patrimonio comune da difendere, che meritano la cittadinanza onoraria. Bruno Vespa che ce l’ha per nascita, non la merita più. L’Aquila rifiuta gli sciacalli!
VESPA: “SULLE MACERIE NON SI PRENDONO VOTI”
“Non si possono prendere voti sulle macerie di una città, né da una parte, né dall’altra”. Lo ha detto il giornalista Bruno Vespa a margine della presentazione del logo “Made in” all’Aquila.
In merito all’informazione, Vespa ha valutato che “subito dopo il terremoto le cose sono state raccontate così come accadevano, poi c’é stata una divisione politica. C’é chi lo racconta in un modo e chi in un altro”. Vespa si è detto preoccupato da un clima di tensione generale sfociato in episodi di contestazione su vari fronti.
“Avendo una lunga esperienza da cronista – ha concluso Vespa – ritengo che tensioni di questo tipo non portino a nulla di buono, mi auguro che si cambi direzione”.






