PESCARA – Passaggi importanti nel dipanarsi delle indagini dell’inchiesta “rifiutopoli” della Procura di Pescara sul progetto di costruzione di un impianto di bioessicazione nel Teramano.

Oggi l’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, sospeso ma in carica a tutti gli effetti, ha ottenuto la riduzione degli arresti domiciliari in obbligo di dimora. Una decisione del Gip che era nell’aria, dopo l’ok della Procura.

Intanto, il legale del senatore Paolo Tancredi (nella foto), Renato Borzone, ha presentato ai pm una memoria difensiva sulla vicenda “rifiutopoli” e ha chiesto l’archiviazione per il suo assistito, indagato per corruzione e interrogato oggi a Pescara.

GIP DICE SI’ A OBBLIGO DI DIMORA PER VENTURONI

PESCARA – L’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, ha ottenuto l’obbligo di dimora. Lo ha deciso il Gip del tribunale di Pescara, Guido Campli.

Anche la Procura aveva espresso parere favorevole a un affievolimento della misura cautelare nei confronti dell’assessore.

Venturoni era stato posto ai domiciliari il 22 settembre scorso insieme all’imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio nell’ambito dell’inchiesta “rifiutopoli” sulla costruzione di un impianto di bioessicazione.

L’INTERROGATORIO DI TANCREDI: ”CONTRIBUTI SI’, MA AL PARTITO”

L’interrogatorio in procura a Pescara è durato mezz’ora. Per quanto riguarda i suoi rapporti con l’impenditore Rodolfo Valentino Di Zio, Tancredi ha detto ai cronisti che si è trattato “di rapporti sporadici di un politico con un imprenditore importante. Rapporti normali”.

Poi ha spiegato che un contributo c’è stato: non a lui, bensì “al partito a Roma. Un contributo – ha aggiunto – che tutti possono verificare. Nessuna connessione con i fatti attribuiti”.

Da parte sua il difensore di Tancredi ha detto che “ci sono fatti che non collimano logicamente. Per quanto riguarda Tancredi – ha aggiunto – questa impostazione accusatoria ci sembra un azzardo logico”.

Sulla questione della competenza territoriale e delle intercettazioni telefoniche, l’avvocato ha detto che sono altre ragioni sulle quali si riserveranno di intervenire, “ma – ha sottolineato- è il merito della vicenda che è chiaro: il minuscolo ruolo del senatore Tancredi è puramente politico, non c’è nulla di illecito”.

L’ARRIVO DI TANCREDI IN PROCURA

PESCARA – Il senatore del Pdl, Paolo Tancredi (nella foto), indagato nell’inchiesta “rifiutopoli” sulla realizzazione a Teramo di un impianto di bioessiccazione di rifiuti, che ha già portato all’arresto dell’assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni e dell’imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio, è appena giunto in Procura a Pescara per essere ascoltato dal pool di magistrati che si occupa dell’inchiesta.

Intanto, oggi, il Gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli, potrebbe decidere sull’istanza di revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari presentata dai legali dell’assessore Venturoni, ai domiciliari dal 22 settembre scorso insieme con l’imprenditore Di Zio.

L’inchiesta conta in totale 12 indagati, tra cui l’altro senatore del Pdl, Fabrizio Di Stefano, e il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, oltre allo stesso Tancredi.

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