ROMA  – Delle dosi di vaccino anti Covid previste per il primo trimestre 2021, al 24 marzo (ore 6.01) ne risultano consegnate alle Regioni 9,9 milioni (63,1%) ovvero “a 7 giorni dalla fine del trimestre ne manca all’appello un terzo di quelle previste”.

E si conferma il notevole ritardo nella vaccinazione degli oltre 4,4 milioni di over 80: “solo 846.007 (19,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 1.210.236 (27,4%) hanno ricevuto solo la prima dose, con rilevanti e ingiustificabili differenze regionali”.

A metterlo in luce è il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe.

“Questi dati – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – certificano l’impossibilità di raggiungere l’obiettivo della Commissione Europea di immunizzare almeno l’80% degli over 80 entro fine marzo, sia perché la loro vaccinazione è iniziata solo a metà febbraio, sia perché le Regioni hanno dato priorità a categorie non previste dal Piano vaccinale: il personale non sanitario e il non meglio spiegato ‘altro’ – categoria comparsa proprio ieri nel database ufficiale”.

Complessivamente in Italia hanno completato il ciclo vaccinale con la seconda dose 2.624.201 milioni di persone (4,4% della popolazione), con marcate differenze regionali: dal 3,4% di Sardegna e Calabria al 5,7% del Friuli-Venezia Giulia.

Per mettere fine all’estenuante stop & go degli ultimi mesi, conclude Cartabellotta, “serve un piano strategico per guidare le riaperture con priorità basate su criteri espliciti, che tengano conto della probabilità di contagio e dell’impatto economico e sociale. Ma soprattutto, un piano guidato dalla consapevolezza che, nell’impossibilità di piegare la curva dei casi positivi per riprendere il tracciamento, questa tende inesorabilmente a risalire non appena si allentano le misure. E che senza un adeguata copertura di persone fragili vaccinate tornano a riempirsi gli ospedali e ad aumentare i decessi”.