L’AQUILA – “L’ultimo dei miei pensieri è spostare Ingegneria dalla città dell’Aquila”.
Il rettore, Ferdinando di Orio, risponde così alle accuse lanciate dai professori della facoltà Gianfranco Totani e Alfonso Paoletti che da questa mattina per protesta sono incatenati ai cancelli dello stabile di Roio che fino al 6 aprile 2009 ospitava la facoltà di Ingegneria.
I due docenti, infatti, si sono detti preoccupati della possibilità che la facoltà venga spostata dal capoluogo a seguito delle dichiarazioni del rettore all’indomani della pubblicazione della valutazione all’Agenzia del territorio, conosciuta come Ufficio tecnico erariale (Ute), secondo la quale l’affitto versato mensilmente dall’Ateneo per lo stabile dell’ ex Optimes (che attualmente ospita Ingegneria) sarebbe troppo alto rispetto al valore effettivo.
L’Università paga un canone di 1,9 milioni di euro più Iva, quindi circa 2,5 milioni, mentre l’Agenzia del territorio ha affermato che il prezzo per metro quadro doveva essere di 6,48 euro, di molto inferiore a quello pattuito.
“Quando ho saputo questo non ho potuto che chiedere la disdetta del contratto – spiega di Orio – ma non è mia intenzione spostare Ingegneria. Sono stato il primo a evitare con tutti i mezzi che questo accadesse nei giorni successivi al terremoto, quando si parlava di trasferirla a Pineto o a Penne”.
“Neanche un pezzo minimo del nostro Ateneo – assicura il rettore – dovrà andare fuori città. A Pescara sono stato anche aggredito da alcuni studenti della stessa Ingegneria per questa scelta, ma la porterò avanti finché possibile”.






