L’AQUILA – “Comincio a pensare che i refusi del ministero siano un pò troppi, e soprattutto constato con preoccupazione quello sul numero dei posti del corso di medicina dell’Aquila non vengono ancora corretti”.
A dichiararlo il direttore del dipartimento di Medicina dell’Università dell’Aquila Maria Grazia Cifone, riferendosi alla riduzione da 120, quelli richiesti, a 98, quelli concessi dal Ministero, ridimensionamento che però avevano assicurato la rettrice Paola Inverarsi e il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente erano nati da un errore, che sarebbe stato sanato dal ministro Stefania Giannini e dai suoi collaboratori. La rettifica però ancora non arriva. E non è l’unica grana per la Cifone. Nel giorno in cui si è stato eletto il consiglio di ammninistrazione dell’Ateneo, la Cifone avanza dubbi sulla sua legittimità, perché è stato nominato con 16 voti da un Senato accademico composto da 26 membri invece di 27, proprio per l’esclusione della stessa Cifone, per motivi di incompatibilità, “e i cui atti – sottolinea minacciosa – rischiano di essere nulli”.
Tornando ai posti di Medicina, la Cifone dunque ricorda come “anche l’anno precedente i posti assegnati sono stati 120, quando la richiesta era stata di 160. Ma nessuno si è lamentato”.
Ora però la situazione è preoccupante, ribadisce il direttore, se si tratta di un errore va sanato immediatamente in quanto “il 7 settembre ci sono io testi d’ingresso e nel nostro bando non può che restare il numero 98, e inoltre abbiamo impegnato docenti calibrati sui 120”.
E a proposito di altri refusi, la Cifone ricorda quelli sventati della riduzione di posti a odontoiatria da a 25 a 10, è la localizzazione della scuola di specializzazione di neurochirurgia a Chieti, quando tutti sanno che la neurochirurgia dell’Aquila è un’eccellenza.
“La verità – incalza la Cifone – è che si va verso un direzione pericolosa, la nostra facoltà è messa in pericolo dal ridimensionamento che piano piano sta avvenendo dei reparti dell’ospedale san Salvatore per noi indispensabili, che abbiamo 18 cos che presuppongono la formazione nelle strutture sanitarie in loco”.
Per quanto riguarda la sua esclusione dal Senato, la Cifone annuncia poi un accesso agli atti e possibili ricorsi.
“Trovo anomalo che un dipartimento che rappresenta un terzo dell’ateneo non abbia il suo direttore, non Maria Grazia Cifone in quanto tale, nel Senato. Anche l’elezione di questo consiglio di amministrazione, e non entro nel merito assolutamente delle persone prescelte, rischia di essere nullo, perché a decidere è stato un senato con 26 membri invece di 27, come dice lo statuto, è falsata dunque la quota di maggioranza”.
Sulla sua incompatibilità, la Cifone ribadisce che “sono ancora in attesa di conoscere i motivi, perché sono convinta e voglio dimostrarlo che essi non sussistono”.
Non è un caso che a votare contro la rosa di nomi per il cda presentata questa mattina dalla rettrice sono stati oltre i rappresentanti degli studenti e quelli del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente.




