CHIETI – Fine anno agitato all’università d’Annunzio.

Il rettore Carmine Di Ilio estromette dal consiglio d’amministrazione il professor Luigi Capasso, punto di riferimento di una protesta in seno al cda portata avanti soprattutto sulla gestione delle opere pubbliche dell’ateneo e sfociata nella richiesta dell’avvio di un provvedimento disciplinare nei confronti del direttore generale Filippo Del Vecchio.

Nonostante l’estromissione di Capasso dal cda, la protesta tiene in consiglio e l’ultima accesissima seduta costringe il rettore ad avviare in 20 giorni il procedimento disciplinare richiesto contro Del Vecchio che dunque dovrà spiegare al rettore e, attraverso di lui a tutto il cda, come ha portato avanti la gestione della ristrutturazione della caserma Bucciante, l’opera sulla quale si sono appuntati i dubbi dei consiglieri d’amministrazione dissidenti.

Il problema sta nella convenzione d’oro stipulata con il Provveditorato alle opere pubbliche, una convenzione avallata anche dal cda, ma che non avrebbe dovuto prevedere anche l’incarico per la progettazione dell’opera (che avrebbe potuto portare avanti a costo zero l’università con le proprie forze attraverso la facoltà di Architettura).

L’avvelenata seduta del cda ha però dato il via libera al bilancio preventivo 2016, sebbene fortemente ridimensionato. Non è passato, ad esempio, il grande progetto per la realizzazione di un archivio per documenti da realizzare all’interno del campus teatino. Non è passato neanche il programma triennale per l’edilizia, che d’altronde era arrivato senza il parere positivo del collegio dei revisori dei conti.

Insomma, vita dura all’interno dell’ateneo dannunziano per il suo vertice, contestato come non mai nella sua storia anche dai professori. Sinora eravamo stati abituati soltanto alla protesta del personale (a causa di contestatissime decisioni e provvedimenti presi), ora però il dissenso si allarga. E fa male.

Ma rettore e direttore generale tirano dritto per la propria strada. Incuranti del dissenso. Tanto è vero che il 23 dicembre Di Ilio ha firmato il bando per cercare un nuovo consigliere d’amministrazione al posto di Capasso, nonostante il voto del Senato accademico sull’argomento sembrava (ma la materia è evidentemente oggetto di diversa interpretazione) non aver avallato la richiesta di Di Ilio di sostituire Capasso.