L’AQUILA – Una lotta all’evasione fiscale che anche in Abruzzo sembra procedere a rilento.

  Nel 2023  tra evasione tributaria e contributiva alle casse dello Stato in Italia sono stati sottratti 107 miliardi di euro con una media  del 12,1%. In Abruzzo la cifra è di 2 miliardi e 338mila euro, con una percentuale di evasione dell’11,2%.

Record in Calabria con il 20,4%, 3,3 miliardi di euro, in Puglia il 18,5%  7 miliardi, in Sicilia il 18%, 7,9 miliardi.

Lo attesta la ricerca dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Interessante il focus sul meccanismo di collaborazione tra Comuni e Fisco prevede che le amministrazioni locali segnalino all’Agenzia delle Entrate situazioni sospette di evasione relative, tra le altre, a Irpef, Ires, Iva e imposte di registro, ipotecarie e catastali. In cambio, agli enti locali spetta una quota delle somme recuperate, secondo le regole previste dalla normativa.

Ebbene soltanto il Comune di Pescara ha ottenuto risorse attraverso le segnalazioni qualificate all’Agenzia delle Entrate: appena 1.337,94 euro. L’Aquila, Teramo e Chieti non figurano nell’elenco delle amministrazioni che hanno recuperato somme attraverso questo meccanismo.

Nel caso di Pescara, i proventi riconosciuti ammontano a 1.337,94 euro, a fronte di un’evasione accertata di poco superiore ai 2.600 euro.

A livello nazionale, nel 2024 soltanto 304 Comuni su circa 7.900 hanno collaborato con il Fisco, pari al 3,8% del totale. Le risorse recuperate attraverso questo canale sono state complessivamente pari a circa 5 milioni di euro, di cui circa 2,5 milioni riconducibili alle somme derivanti dalle segnalazioni considerate nell’indagine.

 La graduatoria dei Comuni che hanno ottenuto maggiori entrate dalla lotta all’evasione, sulla base delle attività considerate nell’indagine, vede in testa Genova, con 406.838 euro. Seguono Milano, con 376.499 euro, Prato, con 170.122 euro, e Torino, con 113.888 euro.