SULMONA – «Ripartire dall’altare per abitare la storia, tessendo legami di vera fraternità e speranza in un territorio che custodisce una fede antica e laboriosa». Con la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Italia, – concelebrata dall’Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, Mons. Antonio D’Angelo – e la suggestiva processione verso la Cattedrale di San Panfilo, si è concluso ieri, domenica 18 ottobre 2026, il Congresso Eucaristico Diocesano di Sulmona-Valva. Un evento di grazia che, sviluppandosi attorno al tema evangelico “Prendete e mangiatene tutti”, ha mobilitato per mesi l’intera comunità diocesana abruzzese, trasformandosi in un autentico laboratorio di comunione ecclesiale e sociale.
Ad aprire la celebrazione è stato il caloroso e deferente indirizzo di saluto del Vescovo di Sulmona (L’Aquila), Michele Fusco, che ha interpretato il sentimento di gioia e gratitudine dell’intera Chiesa locale: «Eccellenza Reverendissima, carissimo Monsignor Edgar Peña Parra, a nome dell’intera Chiesa di Sulmona-Valva, dei sacerdoti, dei diaconi, dei consacrati e di tutti i fedeli qui radunati in un abbraccio di profonda comunione e di festa, Le rivolgo il più caloroso e cordiale benvenuto nella nostra terra d’Abruzzo. La Sua presenza in mezzo a noi è il sigillo luminoso che corona i giorni intensi di questo nostro Congresso Eucaristico… Nel vederla qui con noi, percepiamo con emozione la vicinanza della Sede Apostolica. In questo momento il nostro pensiero e la nostra preghiera fervente si volgono con affetto al Sommo Pontefice, il Santo Padre Leone XIV, al quale desideriamo far giungere l’espressione della nostra più profonda comunione, unitamente ai più sinceri auguri di pronta guarigione e di vigorosa salute dopo il recente intervento chirurgico. A perenne memoria di questo incontro e quale segno della nostra affettuosa comunione, Ella indossa già la croce pettorale in filigrana scannese che, a nome di tutta la comunità diocesana, Le abbiamo donato: un’opera preziosa che custodisce l’arte, la tradizione e la devozione profonda della nostra terra».
Nel cuore della sua densa omelia, Mons. Peña Parra ha condiviso la commozione nel contemplare un’assemblea così viva e numerosa, portando il saluto e la benedizione speciale di Papa Leone XIV. Commentando la pagina biblica del profeta Elia – che sotto la ginestra sperimenta la stanchezza, la solitudine e lo scoraggiamento – il Nunzio ha tracciato un parallelo incisivo con il tempo presente:
«Dio non abbandona Elia e non gli rivolge parole di condanna; gli manda un angelo che lo tocca e gli dice: “Alzati e mangia”. Prima di chiedergli di riprendere il cammino, Dio si prende cura della sua fragilità. Anche noi oggi sperimentiamo la stanchezza dell’annuncio, la fatica di trasmettere la fede alle nuove generazioni, la solitudine dei malati, degli anziani e dei giovani in cerca di futuro. A tutti il Signore ripete: “Alzati, mangia”. L’Eucaristia non è il premio dei buoni, ma la forza dei pellegrini».
Richiamando la grande lezione ecclesiologica di Henri de Lubac («L’Eucaristia fa la Chiesa») e l’invito di Sant’Agostino («Siate ciò che vedete e ricevete ciò che siete»), il rappresentante pontificio ha insistito sulla dimensione sociale del Sacramento: una comunità eucaristica non può rassegnarsi alle divisioni o all’individualismo, ma è chiamata a farsi casa accogliente, sulla scia della testimonianza di Madre Teresa di Calcutta: «Senza Eucaristia non potrei vivere un solo giorno».
“Se la Messa di chiusura e la processione segnano il compimento di questi giorni intensi”, si legge in una nota, “il vero bilancio del Congresso Eucaristico Diocesano affonda le sue radici in un lungo e capillare percorso di risveglio spirituale e culturale avviato nei mesi precedenti. Non una parentesi celebrativa isolata, ma un cammino sinodale che ha saputo intercettare le attese e le ferite del territorio abruzzese”.
“Il cammino di preparazione – scandito dagli incontri foraniali presieduti dal Vescovo Michele Fusco sin dall’inverno in tutte le comunità dell’Aquilano (da Introdacqua a Corfinio, da Popoli Terme a Castel di Sangro e Sulmona) e arricchito dal ciclo di riflessioni teologiche “L’Eucaristia, Cuore della Vita Cristiana” – ha portato in Diocesi voci autorevoli del panorama ecclesiale italiano: dal Cardinale Mario Grech (Segretario Generale del Sinodo) a Mons. Bruno Forte, da Don Luigi Maria Epicoco a Mons. Marco Frisina, affiancati dagli esercizi spirituali per il clero guidati da Mons. Andrea Turazzi all’Oasi di Campo di Giove. Questa linfa spirituale si è tradotta, durante la settimana clou dal 10 al 18 ottobre, in gesti di sconvolgente concretezza evangelica e vicinanza umana: Nel cuore della sofferenza e della speranza: Di straordinario impatto è stato l’appuntamento all’interno della Casa di Reclusione di Sulmona (“Dalla catena alla comunione: Cristo nel carcere”), dove la preghiera eucaristica e la catechesi di S.E. Mons. Fabio Dal Cin hanno offerto ai detenuti un segno tangibile di riscatto e di dignità”.
Tra la gente, nelle piazze: Le “Tende della Misericordia” allestite nel cuore della città e animate dai gruppi laicali, con la costante disponibilità all’adorazione e alle confessioni, hanno riportato il sacramento della riconciliazione tra i passanti e i vicoli. La scuola e le giovani generazioni: L’intenso e partecipato incontro con Antonia Salzano, madre del Beato Carlo Acutis, ha offerto ai ragazzi e ai docenti la testimonianza luminosa di un giovane innamorato dell’Eucaristia”.
“Quale eredità lascia dunque questo Congresso alla Chiesa di Sulmona-Valva? La risposta”, prosegue la nota, “non risiede nei bilanci organizzativi o nella memoria dei grandi eventi – culminati, tra l’altro, nella memorabile diretta televisiva nazionale su Rai 1 dell’11 ottobre e nella solenne conclusione con il Nunzio Apostolico.La vera sfida si gioca ora, nel tempo feriale della storia. A indicare la rotta è stato lo stesso invito accorato lanciato dal Vescovo e ribadito da monsignor Peña Parra: fare in modo che l’Eucaristia domenicale non sia un atto formale, ma il motore di un apostolato diffuso”.
“L’esortazione concreta a “prendere per mano” un amico, un familiare o un vicino che si è allontanato dalla mensa del Signore, invitandolo a riscoprire la bellezza della Messa domenicale, rappresenta il programma pastorale per il nuovo anno. Affinché quanto celebrato nel mistero possa divenire carne viva nelle pieghe della nostra ferialità, è necessario che ciascuno di noi – sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e l’intero popolo di Dio – dica il suo sì quotidiano al Signore, per farsi pane spezzato sulle strade del mondo.È la consegna esistenziale che ci spinge a uscire dai confini delle nostre chiese per abitare le fatiche, le attese e le speranze della nostra terra d’Abruzzo”, termina la nota.





