L’AQUILA – Arrivano 5 milioni per l’Università dell’Aquila da parte del governo.

Ne dà notizia la direttrice del dipartimento di Medicina (Mesva), Maria Grazia Cifone, che nello stesso tempo apre la polemica contro la rettrice, Paola Inverardi, di cui a giugno è stata sfidante per la poltrona più prestigiosta dell’Ateneo, perché tale novità “non è stata comunicata agli organi accademici”.

La Cifone, in un comunicato, si dice “interdetta perché appare quantomeno singolare che all’Università non si sappia che arriveranno 5 milioni di euro”.

“Da chi – si chiede – dal ministero della Coesione territoriale? Dai fondi della ricostruzione dell’Aquila come è avvenuto per il Gran Sasso Science Institute?”.

“È forse questo il motivo per cui la rettrice ha proposto al Consiglio di amministrazione di andare in esercizio provvisorio per la prima volta nella storia del nostro Ateneo?”, aggiunge ancora la Cifone, che in questo modo, esprime perplessità per le sorti delle casse dell’Università.

L’esercizio provvisorio, infatti, è lo strumento che si utilizza in mancanza del bilancio di previsione, secondo il criterio dei dodicesimi, cioè spendendo mensilmente non più di un dodicesimo dell’ultimo consuntivo approvato.

Singolare, però, appare la preoccupazione della Cifone, che fino alla elezione della Inverardi ha gestito le dinamiche interne dell’Ateneo come braccio destro dell’ex rettore Ferdinando Di Orio prima del tentativo fallito di raccoglierne il testimone.

IL COMUNICATO DELLA CIFONE

Le dichiarazioni di Massimo Cialente in merito al recente incontro avuto dalla Rettrice Prof.ssa Inverardi ed un gruppo di Professori Universitari con il Ministro Trigilia in assenza del Comune dell’Aquila per affrontare il tema della Ricostruzione della Città appaiono ancor più gravi alla luce del ruolo che sarebbe stato assegnato all’Università nell’ambito della ridefinizione del “piano regolatore”, ambito tipicamente di competenza dell’Amministrazione comunale.

Alcuni giorni fa sono state riportate alcune dichiarazioni del Ministro Trigilia fra le quali: “È vero, debbo ammetterlo. È con i soggetti locali che bisognerebbe riprendere questo discorso, per legare il centro storico dell’Aquila a una visione complessiva, senza farsi imprigionare dal concetto di ricostruire tutto com’era e dov’era, realizzando anche interventi di architettura moderna. Capisco che ognuno sia affezionato al ricordo della sua vecchia casa, ma gli interessi generali impongono altro. E il ruolo dell’Università, in questa prospettiva, può rivelarsi decisivo”.

Al di là dell’ovvia considerazione del ruolo determinante ed indiscusso che l’Università ha avuto, ha e, mi auguro, continuerà ad avere nella ricostruzione dell’Aquila, ora l’Università assumerebbe un ruolo che va oltre quelle che sono le “sue” mission e sostituendosi al Comune?

Aggiungo che la affermazione del Ministro Trigilia per quanto si legge sulla stampa e online “E sono stati sbloccati cinque milioni per l’università…” mi lascia interdetta perché appare quantomeno singolare che all’Università non si sappia che arriveranno 5 milioni di euro. Da chi? Dal Ministero della Coesione Territoriale? Dai fondi della ricostruzione dell’Aquila come è avvenuto per il Gssi?

È forse questo il motivo per cui la Rettrice ha proposto al Consiglio di Amministrazione di andare in “esercizio provvisorio” (prima volta nella storia del nostro Ateneo)?

È forse importante ricordare che la nostra Università ha ottenuto nel 2009 dal Ministero di riferimento (Miur) un accordo triennale di programma, peraltro rinnovato per altri 3 anni che ha consentito alla nostra sede di affrontare la drammatica situazione post-terremoto che ha visto la inagibilità del 100% delle strutture dell’Ateneo.

È per me doveroso dichiarare, in qualità di membro del Senato Accademico, che tali “notizie” apprese dagli Organi di comunicazione, non sono neanche rientrate fra le comunicazioni della Rettrice nelle numerose sedute degli Organi Accademici.

Tantomeno, quindi, gli Organi Accademici sono stati invitati ad esprimersi in merito. Chiudo citando l’articolo 12 comma 1 dello Statuto dell’Università: “Il Rettore rappresenta l’Univaq. È organo di governo dell’Ateneo, promuove e coordina l’attuazione delle decisioni e degli indirizzi espressi dal Senato Accademico e delle decisioni adottate dal Consiglio di Amministrazione”.