L’AQUILA – Sono andati in fumo circa 600 mila euro, stanziati nel 2008 per un bando pubblico indetto dall’Università dell’Aquila, per un posto da professore ordinario nel settore scientifico disciplinare (Ssd) Med 49 dell’allora facoltà di Medicina e Chirurgia.

Secondo quanto si è appreso, infatti, portato a termine il concorso che ha visto due idonei per il settore delle Scienze tecniche dietetiche applicate, l’Ateneo del capoluogo non avrebbe però provveduto alla chiamata dell’ordinario entro il termine di 60 giorni dall’approvazione degli atti concorsuali e dal decreto 66/2011 del 21 gennaio 2011 dell’allora rettore, Ferdinando Di Orio, che ha nominato come idonei Lorenzo Maria Donini e Luigi Fontana.

Un ritardo immotivato che è andato a determinare la seconda occasione persa per l’Università del capoluogo abruzzese, dopo quella per un concorso bandito e mai portato a termine  nello stesso anno per un altro posto da ordinario Med 50 di Scienze tecniche mediche applicate della stessa facoltà di Medicina e Chirurgia, per il quale sono stati persi altri 600 mila euro.

Facile il conto, un totale di circa 1,2 milioni andati in fumo per l’Università aquilana, e due posti da professori ordinari persi, anche se in questo secondo caso almeno il concorso è stato portato a termine.

Alla base del bando, un convenzione stipulata con la ditta Selex Service Mangement Spa che si impegnava, tramite un finanziamento esterno con una fideiussione bancaria o assicurativa, per un importo pari e non inferiore a 104.843,00 annui, con una rivalutazione del 5% ogni anno.

La convenzione con Selex  sarebbe scaduta il 31 dicembre 2013, per quanto l’ateneo ha perso i soldi stanziati per l’ordinario Med 49 ben due anni prima del termine fissato per la scadenza della fidejussione.