L’AQUILA – “Il futuro del personale precario della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila entra in una nuova e determinante fase di confronto, il dato più rilevante risiede nella convergenza sull’obiettivo fondamentale: non disperdere le preziose professionalità già acquisite e delineare percorsi risolutivi che conducano alla stabilizzazione a tempo indeterminato del personale in possesso dei requisiti di legge”.
Un’apertura “essenziale e che consente di guardare ai successivi passaggi amministrativi con fondata fiducia”, si legge in una nota della segreteria territoriale della Fials L’Aquila a margine dell’incontro con la Direzione generale dell’Azienda sanitaria che “ha rappresentato un passaggio significativo e fecondo per affrontare una delle questioni più complesse e delicate dell’intero sistema sanitario provinciale: garantire un orizzonte di certezza professionale a centinaia di lavoratrici e lavoratori che, mediante un apporto quotidiano qualificato e instancabile, hanno assicurato e continuano a sostenere l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza nei presidi ospedalieri e territoriali”.
“Il confronto”, prosegue la nota di Fials, “si è sviluppato su basi di rigorosa analisi tecnica, vagliando i dati organici, approfondendo l’articolato quadro normativo di riferimento e, soprattutto, ricercando percorsi operativi concretamente percorribili”.
“La dimensione del fenomeno investe una platea complessiva stimata in circa 300 operatori precari afferenti all’area del Comparto sanità, ai quali si affiancano indicativamente 60-70 unità appartenenti alla dirigenza medica e sanitaria. Una realtà rilevante che impone una trattazione organica e lungimirante dei fabbisogni, superando la precarietà contrattuale attraverso tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. A tal fine la FIALS aveva formalmente investito la Direzione Generale mediante note puntuali e una circostanziata istanza di ricognizione, sollecitando un riscontro formale sulle modalità di reclutamento, sui percorsi normativi pregressi e sull’anzianità di servizio maturata. Dalla prima fase ricognitiva emerge la stima di circa 83 lavoratori che risultano aver già consolidato i requisiti prescritti per accedere direttamente ai canali di stabilizzazione. Un riscontro oggettivo di primaria importanza che, pur richiedendo i puntuali perfezionamenti istruttori, pone una base tangibile e inderogabile al centro del tavolo aziendale”.
“Il confronto ha ripercorso con favore anche la storia amministrativa recente della ASL 1 Abruzzo: nell’arco degli ultimi quattro-cinque anni l’Azienda ha già condotto con successo la stabilizzazione di circa 400 infermieri, attingendo alle procedure dell’articolo 20 del decreto legislativo n. 75/2017 (Legge Madia) e alle specifiche tutele per il personale del Servizio Sanitario Nazionale sancite dall’articolo 1, comma 268, lettera b), della legge n. 234/2021 e successive modificazioni, unitamente agli istituti della mobilità. Un precedente concreto che dimostra come sia possibile coniugare la legalità delle procedure con la continuità assistenziale”.
“La Direzione Generale ha manifestato una concreta sensibilità verso la salvaguardia del capitale umano aziendale. FIALS e Direzione hanno convenuto sulla priorità di valorizzare l’esperienza maturata sul campo, individuando soluzioni idonee a garantire stabilità occupazionale nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno e dei vincoli finanziari”.
“L’azione sindacale proseguirà dunque sui consueti pilastri: rigore della conoscenza dei dati, formulazione di proposte giuridicamente solide, dialogo istituzionale stringente e costante verifica del raggiungimento dei risultati”.
A sintesi del confronto e a chiarimento della posizione sindacale, il segretario generale Fials L’Aquila, Marcello Ferretti, insieme ai vice segretari territoriali Salvatore Placidi e Marco Rossi, sottolinea: “La competenza di proporre. La responsabilità di costruire. La determinazione di ottenere risultati”.




