L’AQUILA – Se due anni fu costretto all’abbandono e al ricovero ospedaliero per ipotermia, oggi il romano Alessandro Colò (nella foto), sponsorizzato dai donatori di sangue Avis aquilani, si ritrova a essere il primo ciclista europeo ad avere completato la Fireweed 400, la Race Across Wilderness Alaska, una corsa massacrante di circa 700 chilometri da fare in 30 ore filate.

A Colò ne sono bastate poco meno di 28: ha concluso la gara con il tempo di 27 ore 48 minuti e 38 secondi. Da Sheep Mountain Lodge a Valdez e ritorno, affrontando il Thompson Pass, a oltre tremila metri di quota, punto temibile che ogni anno determina l’abbandono di decine di ciclisti.

Il vento e il freddo che viene dai ghiacciai non perdona, anche se quest’anno le condizioni di gara sono state decisamente migliori, specie nelle prime 12 ore, con sole e vento moderato. Problemi allo stomaco e fastidi muscolari hanno reso le cose decisamente più complicate.

Per fortuna, la temperatura non è stata mai particolarmente rigida, neanche nelle tre ore di oscurità. Colò è abituato a sfide di questo tipo: nel 2007 ha completato la Race Across America, vincendo la sezione Enduro, con oltre 5 mila chilometri sulle strade degli States da percorrere in 12 giorni, pedalando anche di notte, da Oceanside (California) ad Atlantic City (New Jersey).

Nel suo palmares c’è anche un quinto posto al Challenger Devils race e un primo posto allo Europés Extreme Bicycle Challenge, con record di gara sulla 400 miglia.