L’AQUILA – È il 7 maggio il giorno della rivoluzione digitale in Abruzzo. Nel giorno in cui in alcune delle maggiori città abruzzesi inizieranno gli scrutini per le elezioni amministrative l’intera regione sarà interessata dal cosiddetto “switch off”, ovvero il passaggio dal sistema di trasmissione televisivo in analogico a quello in digitale terrestre.
Il Corecom Abruzzo, nei prossimi giorni avvierà una campagna di sensibilizzazione ed informazione degli utenti per prepararli ad un processo “che durerà circa quindi giorni”, spiega Filippo Lucci, presidente del Corecom Abruzzese e presidente del Coordinamento nazionale dei Comitati per le comunicazioni regionali.
Organismo con funzioni di governo, garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale, il Corecom fornisce risposte al cittadino in caso di contenziosi con le compagnie telefoniche ma, al tempo stesso, rappresenta un osservatorio privilegiato per testare lo stato di salute dei media abruzzesi.
“C’è grande fermento per quanto riguarda le tv, ma servirebbe di più fare squadra. Per i media on line, invece, entro fine anno effettueremo una mappatura completa per poter avere un quadro complessivo del sistema informativo sul web” spiega Lucci che ha annunciato altre attività che il Comitato ha avviato per diffondere una corretto utilizzo dei mezzi d’informazione”.
SWITCH OFF: SI PARTE IL 7 MAGGIO, TIMORI PER LA COSTA
Lo switch off parte il 7 maggio “e sarà un processo che durerà una quindicina di giorni. Avvieremo una campagna informativa sia nei piccoli comuni con un camper itinerante sia nei centri commerciali e nelle piazze delle città più grandi dove tecnici ed esperti illustreranno agli utenti ciò dovranno fare con il passaggio dall’analogico al digitale, specialmente per ciò che riguarda la sintonizzazione dei canali, che è stato nelle altre regioni uno dei problemi più ricorrenti” spiega Lucci.
Tutte attività che il Corecom svolgerà “senza aver avuto un incarico specifico né dal Governo né dalla Regione. Ma ci siamo resi conto che la questione va spiegata per bene ai cittadini e ci siamo fatti carico di quest’onere”.
Per aiutare le persone più anziane, inoltre, sono allo studio soluzioni ed iniziative capillari sul territorio per ovviare a inconvenienti. “Inoltre il ministero ha stanziato 1,3 milioni per la messa in onda di spot televisivi sulle reti locali: un budget sufficiente per avere degli spot a ritmo tambureggiante”.
Nel passaggio dall’analogico al digitale “non ci saranno problemi per le frequenze delle televisioni, al momento non abbiamo particolari segnalazioni” aggiunge il presidente del Corecom che rivela di avere, però, una grossa preoccupazione.
“Il problema che rischiamo di avere è con l’antenna di San Silvestro a Pescara, che è stata esclusa dal piano di ripetizione delle frequenze, mentre è stata autorizzata la piattaforma off shore. Per quest’ultima, però, le emittenti manca ancora l’accordo che andrà trovato necessariamente entro maggio per evitare che le zone del Pescarese e della costa rimangano al buio. Per questo ho chiesto l’istituzione di un tavolo tecnico urgente per fronteggiare questa situazione”.
CONCILIAZIONE: NEL 2011 2000 ISTANZE
Bollette pazze e problemi con la linea internet sono tra i problemi più ricorrenti nell’utenza della telefonia, mobile e fissa. Attraverso un’istanza al Corecom è possibile accorciare tempi burocratici ma avere, soprattutto, soddisfazione per le lamentele che spesso si infrangono di fronte ad un operatore di call center.
“Nel 2011 abbiamo ricevuto circa 2000 istanze e il valore del denaro recuperato ammonta circa ad un milione e mezzo di euro – sottolinea Lucci – In molti casi, in tempi radipi, circa 30 giorni, si arriva ad una conciliazione tra le parti e, addirittura, in caso di distacco della linea Adsl, questa viene ripristinata nel giro di un paio di giorni al massimo”.
Da maggio 2011, inoltre, al Comitato per le comunicazioni è stato conferito anche il potere di definizione dei contenziosi: se nel primo grado le parti non riescono a trovare un accordo il consumatore può presentare una seconda istanza al Corecom che, in questo caso, potrà definire il contenzioso con una decisione dal valore legale e vincolante, come quelle dei giudici di pace.
“Nell’85 per cento dei casi, comunque, si arriva già in primo grado ad una conciliazione”.
LO STATO DI SALUTE DEI MEDIA ABRUZZESI
Con l’istituzione anche in Abruzzo del Roc, ovvero il registro operatori di comunicazione che prima aveva una sola sede a Napoli, il Corecom monitora costantemente l’attività e lo stato di salute dei media, delle tv e a breve effettuerà un monitoraggio anche sui siti d’informazione.
“Diciamo che possiamo verificare chi effettivamente quali società svolgono attività editoriale pura e quali, invece, non ne fanno l’attività principale. Abbiamo il quadro di chi punta effettivamente sull’informazione. Noto un fermento positivo ma se mi posso permettere penso che bisognerebbe puntare di più sulla qualità che sulla quantità. Ci sono grandi gruppi che offrono un ottimo servizio e anche casi isolati di emittenti che svolgono un grande lavoro ma per avere un livello ancora maggiore di qualità, ricavi e fatturati, credo ci sia bisogno di creare un network tra le reti. Faccio un esempio: nelle Marche ci sono 4 tv ed hanno un fatturato maggiore delle circa 14-15 che abbiamo in Abruzzo”.
Sull’informazione on line, inoltre, Lucci ha annunciato che entro l’anno verrà offerto ad istituzioni e cittadini “un quadro completo di siti e giornali on line che fanno dell’informazione il pane quotidiano. Chi è registrato in tribunale e al Roc, quanti assunzioni ci sono e chi rispetta e così via”.
PROGETTI E PROMOZIONE DELLA COMUNICAZIONE
“Ci sono numerosi progetti, molti dei quali già finanziati, per diffondere una sana cultura della comunicazione. – dichiara Lucci – Penso, ad esempio, a dei format televisivi incentrati sulla tutela dei minori, sport o intrattenimento. Il tutto per diffondere una consapevolezza del mezzo d’informazione, che deve applicare regole e codici di autoregolamentazione”.
Attenzione anche per le persone disabili: “C’è un progetto molto interessante rivolto al mondo della disabilità, in particolar modo alle persone colpite dalla sindrome di down. Le coinvolgeremo con un’iniziativa, già finanziata, per avvicinarle al mondo della tecnologia, dell’informazione e alla fine realizzeranno un vero e proprio telegiornale.






