L’AQUILA  – “Il presidente Marsilio ci ha risposto che non abbiamo capito l’alta velocità​: in realtà l’abbiamo capita benissimo. Nella stazione di Molina Aterno che serve l’intera valle Subequana, vengono tagliate due corse preesistenti, e in essa non si fermeranno le due nuove corse veloci​, Di fatto siamo stati ignorati e bypassati”.

Non si placano le polemiche per la mancata fermata a Molina Aterno in provincia dell’Aquila, e per le aree interne trasformate in un “corridoio di passaggio”, dal nuovo treno “veloce” L’Aquila – Pescara, inaugurato in pompa magna con la prima corsa il 16 dicembre con a bordo presidente della Regione, Marco Marsilio, l’assessore regionale ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, il commissario straordinario per il raddoppio della Pescara-Roma, Vincenzo Marcello, e il direttore regionale di Trenitalia, Bruna Di Domenico.

Ad Abruzzoweb interviene Luigi Fasciani, sindaco di Molina Aterno,  presidente dell’Area “Gran Sasso – Valle Subequana”, appena nominato vice presidente dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem), il quale, aspetto significativo è dello stesso partito di Marsilio, Fratelli d’Italia, ma che non le manda a dire, perché precisa, “io rappresento prima di tutto i miei concittadini”, e che è pronto a dare battaglia contro quello che è sentito come uno sfregio alle istanze ai diritti degli abitanti delle aree interne.

Ed intervenire anche il sindaco di Acciano, Fabio Camilli, di centrosinistra, per il quale” la cosa più grave è che né Trenitalia né la Regione ha chiesto il nostro parere, altro che misura, come  è stato detto, che serve ad avvicinare le aree interne e la costa, noi siamo stato completamente bypassati e ignorati”. Sia Fasciani  che Camilli sono pronti a fare fronte comune, assieme ai sindaci, di tutti i colori politici, di Castel di Ieri, Fernando Fabrizio, di Castelvecchio Subequo, Marisa Valeri, di Fontecchio, Sabrina Ciancone, di Fagnano Alto, Francesco D’Amore, che è anche presidente del Parco regionale Sirente Velino, di Gagliano Aterno, Luca Santilli, di Goriano Sicoli, Rodolfo Marganelli e di Secinaro, Noemi Silveri.

Tra le ipotesi anche un ricorso al Tar,  e ​intanto i sindaci hanno hanno già avuto un primo incontro per trovare una soluzione.

Questi gli accadimenti nel dettaglio: a seguito della realizzazione della bretella di Sulmona, con la nuova fermata di Santa Rufina, che ha tagliato fuori la stazione della città peligna accorciando la tratta, dopo un lavoro da 12 milioni di euro realizzato grazie ai finanziamenti trovati dall’ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ora deputato del Pd, sono state attivate le due nuove corse: con partenza da Pescara alle 12:17 con arrivo a L’Aquila alle 14.02, e con partenza da L’Aquila alle 19.27 e arrivo a Pescara alle 21.12, con un tempo di percorrenza di una ora e 45 minuti, invece delle precedenti due ore.

Il problema, che però ha fatto inferocire i sindaci della Valle Subequana della media valle dell’Aterno, è che prima di tutto questa corsa veloce non si ferma nella stazione di Molina Aterno ne altrove, avendo come uniche fermate intermedie quelle di Chieti e Santa Rufina di Sulmona, all’altezza della nuova bretella.

E poi perché, per lasciare la ferrovia libera alle due nuove corse del nuovo treno, sono state cancellate le corse, che fermavano a Molina Aterno, con partenza alle 12 da L’Aquila verso Sulmona, e quella delle 19 da Sulmona verso L’Aquila.  La Regione ha giustificato la scelta spiegando che comunque a Molina ci sono 23 treni della tratta Sulmona-L’Aquila.

Commenta dunque Fasciani; “la stazione di Molina Aterno è il punto di riferimento per tutti i paesi del circondario, e c’è un numero significativo di pendolari che avrebbero interesse anche loro ad arrivare più celermente a Pescara. Di fatto l’accorciamento dei tempi non sarà a vantaggio delle nostre aree interne. Noi saremo ancora una volta obbligati a fare un cambio a Sulmona per arrivare a Pescara. E come se non bastasse ci hanno tolto due corse che avevamo”.

E ancora, “Noi riteniamo che una fermata in più a servizio delle valli Subequana e della Media valle dell’Aterno non avrebbe comportato chissà quale problema, parliamo di 5 minuti in più su un’ora e mezza. La viviamo come una mancanza di interesse, per un territorio che rappresento  anche come referente della strategia delle aree interne. È un pessimo segnale eppure tutti noi sindaci che stiamo facendo squadra siamo impegnati a creare le condizioni per un ripopolamento per evitare che i giovani vadano via. Per la bretella di Sulmona sono stati spesi 12 milioni di euro di cui noi non ​avremo nessun giovamento”.

Sulla stessa lunghezza d’onda dalla posta sponda politica è Camilli. “Nella stazione di Acciano si fermano già pochissimi treni, in ogni caso nel mio comune ci sono pendolari che utilizza​vano anche le due corse soppresse, recandosi in auto alla stazione di Molina Aterno che dista appena 5 chilometri. E poi non si capisce perché noi non abbiamo diritto a questo treno veloce, per noi non vale l’esigenza di rompere l’isolamento, anzi abbiamo subìto ulteriori penalizzazioni, eppure siamo una area interna molto più isolate di altre”.

Annuncia dunque Camilli; “con un legale stiamo studiando ricorso al Tar, se la Regione e Trenitalia non torneranno sui loro passi. E’ già accaduto nel 2012, ai tempi del centrodestra di Gianni Chiodi: ci avevano tagliato alcune corse degli autobus della Tua nel piano regionale, Noi abbiamo fatto ricorso e il Tar ci ha dato pienamente ragione, con la motivazione che non eravamo stati coinvolti nella decisione. Esattamente quello che è accaduto ora”.

Marsilio aveva dichiarato in occasione dell’inaugurazione:  “Se poi ogni treno facesse ogni fermata, non avremmo treni veloci, è evidente che grazie alla realizzazione della bretella con RFI si deve ridefinire anche l’orario e il numero dei treni che viaggiano. Noi stiamo acquistando anche nuovi treni per rendere sempre più efficiente il servizio ferroviario in Abruzzo e aumentare l’intensificazione delle corse che fanno tutte le fermate tra L’Aquila e Sulmona che, a oggi, sono una dozzina in andata e altrettanti in rientro. Certo, si può sempre migliorare, ci confronteremo e ascolteremo sempre il territorio per capire come rendere ancora più adeguati orari e servizi alle esigenze di chi vive in questi luoghi”.