L’AQUILA – È grave la situazione dell’azienda Autolinee regionali pubbliche abruzzesi (Arpa), “costretta nei giorni scorsi, vista la mancanza di liquidità, ad accettare il pignoramento dei propri immobili, pur di ottenere dalle banche ulteriori finanziamenti ed anticipazioni necessari a poter pagare gli stipendi degli oltre 900 dipendenti”.
È l’allarme lanciato dalla Filt Cgil Abruzzo convocata insieme al presidente e al direttore generale dell’azienda e all’assessore regionale ai Trasporti, è stata convocata dal prefetto di Chieti, Rocco de Marinis, per l’espletamento della seconda fase delle procedure di raffreddamento avviate dal sindacato “a seguito della gravissima situazione economica/finanziaria in cui versa l’azienda regionale di trasporto”, si legge in una nota.
Secondo il segretario regionale della Filt Cgil, Franco Rolandi, gli impegni della Regione non andranno a sanare una situazione che resta “gravissima”.
“Aldilà degli impegni assunti dalla Regione Abruzzo – scrive in una nota – al fine di onorare celermente i debiti (oltre 19 milioni di euro come da bilancio Arpa) che lo stesso Ente ha nei confronti dell’azienda della quale detiene il 95,4% dell’intero capitale sociale, la situazione in Arpa rimane estremamente preoccupante in virtù di numerose scelte manageriali che si sono rivelate completamente errate, che avranno ricadute nel tempo e che hanno portato l’azienda ad accumulare oltre 10 milioni di euro di perdite nei soli ultimi tre anni (2012/2011/2010), oltre che un’esposizione debitoria verso banche e fornitori che, da bilancio 2012, supera i 42 milioni di euro”.
Il sindacato ha richiesto l’incontro con il prefetto per fare chiarezza sulla vicenda dei concorsi interni per verificatori di titoli di viaggio, una vicenda che già nei mesi scorsi aveva fatto registrare la giusta reazione ed indignazione dei lavoratori e delle sigle sindacali.
L’AZIENDA: ”NESSUN PIGNORAMENTO, DENUNCIAMO I SINDACATI”
“La notizia diffusa dalla segreteria della Filt-Cgil Abruzzo riguardante il pignora-mento dei beni Arpa è totalmente falsa e priva di fondamento alcuno”.
Lo scrive in una nota l’ufficio stampa dell’Arpa.
“L’azienda ha provveduto alla stipulazione di un’apertura di credito fondiario presso la Bcc di Roma per un importo di 2 milioni di euro rimborsabili in 20 mesi; a garanzia di tale ope-razione Arpa ha concesso un’ipoteca sull’impianto di Avezzano pari a 4 milioni di euro. Per-tanto, nessun pignoramento è stato eseguito a carico di Arpa: in verità è stata perfezionata un’ordinaria pratica per un finanziamento richiesto a un istituto di credito”.
“Tutto ciò a riprova della fiducia che il sistema creditizio nutre nei confronti dell’azienda regionale”, sottolinea l’azienda.
“Il presidente Massimo Cirulli giudica diffamatoria la notizia diffusa dalla Filt-Cgil, perciò darà mandato ai legali dell’azienda per sporgere querela nei confronti degli autori del co-municato”, conclude.
LA RETROMARCIA CGIL: ”NON PIGNORAMENTI MA IPOTECA”
Dopo la minaccia di querele per diffamazione, la Cgil cambia versione sui malanni dell’Arpa.
“Spettabili redazioni giornalistiche, questa mattina ho trasmesso un breve comunicato stampa per aggiornare sulla drammatica situazione economica/finanziaria di Arpa e sulla convocazione prevista per domani in Prefettura a Chieti per espletare le procedure di raffreddamento sulla relativa vertenza”, si legge in una nota di Franco Rolandi, segretario Filt Cgil Abruzzo.
“Erroneamente e per un refuso ho riportato sia nel titolo che nel corpo del comunicato il termine pignorato e pignoramento in luogo di ipotecato (come comprenderete non hanno lo stesso significato) – prosegue – Si chiede, nel caso l’articolo non fosse stato ancora pubblicato di rettificare e sostituire con il termine ipotecato le parole pignorato e pignoramento. Nel caso invece di servizio già andato in onda si prega di rettificare l’utilizzo dei termini suddetti”.






