L’AQUILA – Grandi manovre di centrodestra e centrosinistra per le elezioni 2012 nel Comune dell’Aquila. In casa Pdl sembra che i piani del coordinatore regionale, Filippo Piccone, siano destinati a scontrarsi contro l’ostacolo dell’ineleggibilità di Giancarlo Silveri, manager della Asl numero 1.

Nel centrosinistra, nonostante il “sondaggione” di Ipsos lo incoroni come candidato più forte, Giovanni Lolli è pronto a farsi da parte se Massimo Cialente accetterà di ricandidarsi.

QUI CENTRODESTRA: SILVERI E’ INELEGGIBILE

La candidatura di Giancarlo Silveri a sindaco dell’Aquila per il centrodestra, lanciata solo sei giorni fa, è già un’ipotesi tramontata, tanto che lo stesso manager della Asl avrebbe riferito ad alcune persone a lui vicine che la corsa per la fascia tricolore di primo cittadino non lo interessa più.

Problemi più tecnici che politici, anche se Silveri aveva confessato ad AbruzzoWeb che non era entusiasta di doversi confrontare con il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), già pronto ai blocchi di partenza, con o senza il Pdl.

Il fatto è che la posizione di direttore generale dell’Azienda sanitaria lo pone in una condizione di ineleggibilità e neanche le dimissioni immediate metterebbero Silveri al riparo dai paletti che pone il testo unico sugli enti locali.

La norma quadro del 2000, infatti, nel fissare le cause di ineleggibilità alla carica di amministratore locale, stabilisce che “il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario, in ogni caso, non sono eleggibili nei collegi elettorali nei quali sia ricompreso, in tutto o in parte, il territorio dell’azienda sanitaria locale o ospedaliera presso la quale abbiano esercitato le proprie funzioni in un periodo compreso nei sei mesi antecedenti la data di accettazione della candidatura”.

Calcolatrice alla mano i calcoli sono abbastanza semplici: la data per le amministrative viene fissata dal ministro dell’Interno in un periodo compreso tra il 15 aprile (che tra l’altro è una domenica) e il 15 giugno. L’accettazione della candidatura, invece, va fatta, al massimo, 30 giorni prima del voto. Poiché non si può escludere che le elezioni vengano fissate proprio la prima domenica utile, quella del 15 aprile, Silveri, per mettersi sicuramente al riparo dall’ineleggibilità, si sarebbe dovuto dimettere entro la metà del mese di settembre.

L’alternativa sarebbe quella di lasciare comunque la poltrona di manager, incrociando le dita sperando che il decreto ministeriale individui una data il più possibile vicina alla scadenza del 15 giugno: se le dimissioni arrivassero oggi, per esempio, Silveri sarebbe candidabile solo se le elezioni si tenessero da domenica 20 maggio in poi.

Decisamente troppo rischioso per il manager, che tra l’altro non potrebbe riacquisire il suo posto al vertice della Asl perché, nel frattempo, la Giunta regionale non può lasciare vacante un ruolo così importante per la sanità provinciale.

Ci sono anche alcune letture diverse dell’articolo del Tuel che disciplina tale materia, il 60, secondo cui l’ineleggibilità andrebbe rimossa 180 giorni prima della scadenza del mandato del sindaco, ma un parere tecnico rintracciabile sul sito della Provincia di Lecce parla chiaro: “un direttore generale, amministrativo o sanitario delle aziende sanitarie locali e ospedaliere, qualora intenda partecipare alla competizione elettorale per il rinnovo degli organi di un ente locale nel cui collegio elettorale ricada anche solo in parte l’azienda sanitaria da cui dipende, al fine di poter essere con un buon margine di sicurezza in una condizione di eleggibilità, dovrà interrompere l’esercizio delle funzioni in coincidenza con l’inizio della seconda metà del mese di settembre, precedente la scadenza elettorale”.

QUI CENTROSINISTRA: LOLLI FA STRADA A CIALENTE

“Se Massimo Cialente si ricandida, per me la partita è finita”.

Spegne per la prima volta a chiare lettere qualsiasi ipotesi di dualismo per la poltrona di candidato del Pd a sindaco dell’Aquila il deputato democrat Giovanni Lolli, che pure viene dato in testa tra tutti i candidati, anche quelli di centrodestra, nel “sondaggione” che il partito ha commissionato per cercare di schiarirsi le idee.

Un sondaggio di cui Lolli dice di non conoscere i dati parziali, anticipati ieri da AbruzzoWeb. “Non è il primo sondaggio che si fa, e comunque è Cialente che deve decidere”.

Confermata quindi la priorità che viene data al sindaco uscente di poter decidere sulla sua candidatura. Ridimensionata, dall’altra parte, l’ipotesi di un Lolli pronto alla staffetta di cui si parlava con insistenza quest’estate.

Anzi, da quanto si apprende da fonti del partito, Cialente, che doveva sciogliere le riserve in questi giorni, ha ricevuto un ulteriore lasso di tempo di un mese per prendere una decisione definitiva.

A questo punto, con Stefania Pezzopane che si prepara per la corsa a un posto in parlamento e con lo stesso Lolli che sulla carta non potrebbe essere di nuovo parlamentare ma componente del governo sì (è già stato sottosegretario), la strada per la ricandidatura di Cialente sembra spianata.

“Non è Lolli contro Cialente, la priorità è la sua”, conferma Lolli. (alb.or.)