L’AQUILA – “Un evento traumatico, di grande impatto emotivo, causa una serie di alterazioni anche a livello biologico, come ansia, disturbi mentali o problemi cardiaci”.
È quanto emerso ieri dal convegno di “Riabilitazione psicosociale” dedicato agli eventi traumatici, anche gravi come le guerre o un terremoto, che possono provocare danni alla salute, anche e soprattutto mentale.
L’iniziativa della Società italiana di riabilitazione psicosociale (Sirp) ha avuto inizio ieri e terminerà domani, 18 settembre, presso la “Tensostruttura” Aula Magna “Vincenzo Rivera” polo didattico di Coppito 1.
Mai come oggi questo argomento tocca da vicino una città ferita da un disastro come L’Aquila, che a distanza di 17 mesi dal terremoto del 6 aprile 2009, continua a vivere nella paura e a pagare le conseguenze di questo forte trauma, anche a livello della salute psico – fisica dei cittadini.
“Questo convegno rappresenta l’anniversario del congresso svoltosi 20 anni fa – spiega Rita Roncone, professoressa al Dipartimento di Medicina Sperimentale all’Università dell’Aquila e Presidente Nazionale della Società Italiana Riabilitazione Psicosociale – quindi era previsto ancora prima di questo grave evento che ha colpito la nostra città. – Naturalmente ora si presenta più che mai appropriato alla situazione di emergenza che L’Aquila sta vivendo”.
Ad aprire il convegno è stato un grande studioso di alterazioni biologiche e conseguenze a livello della salute mentale in seguito a catastrofi, il professor Stefan Priepe della University of London.
“Non ci sono macchinari o analisi scientifiche per comprendere se un disturbo sia realmente causato da un disastro – ha spiegato alla platea affollata di studenti in medicina, medici e operatori sanitari – ecco perché i metodi migliori sono gli studi mentali tra simili che vengono dallo stesso ambiente o hanno vissuto lo stesso trauma, e l’identificare (secondo diversi fattori) l’esperienza e l’esposizione a un disastro e la possibilità di sviluppare un disturbo”.
“E i primi segnali per comprendere che siamo in presenza di disturbi della mente – spiega il professore inglese – sono sicuramente l’ansia, i disturbi dell’umore e la dipendenza da sostanze”.
La conferenza nazionale tenutasi oggi rappresenta un’azione di formazione e progetto per la salute, proposto Massimo Casacchia, professore ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università dell’Aquila, insieme a Massimo Di Giannantonio, professore associato di Psichiatria presso la facoltà di Psicologia all’ Università di Chieti e direttore del Centro di Salute mentale di Chieti, rispettivamente della Asl 1 L’Aquila e della Als Chieti. Ed è stato approvato dal Ministero della Salute”.
Il convegno di oggi si inserisce quindi in un progetto ben più ampio, che prevede di dare una continuità all’iniziativa di oggi e a quelle precedenti.
“I prossimi passi per concretizzare questa iniziativa – spiega la Roncone – sono innanzitutto un’ indagine generale sui cittadini, poi un intervento formativo e di supporto ai medici di Medicina generale, e poi offrire servizi psichiatrici specializzati a persone già affette da questi gravi disturbi”.



