L’AQUILA – Un emendamento in sede di conversione in legge del “decreto Università” del ministro Stefania Giannini che stanzia 28 milioni di euro, 23 per L’Aquila e 5 per i Comuni del “cratere”, per salvare i bilanci a rischio dissesto delle amministrazioni terremotate che hanno minori entrate in virtù del patrimonio edilizio reso inagibile dalla scossa.
Questa la “navicella legislativa” studiata dalla senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane per porre rimedio all’emergenza bilanci entro la fine di aprile.
“Ho sparato alto, non so se ci saranno tutti i fondi”, ha ammesso comunque la senatrice in un incontro con la stampa, spiegando però che “il dl va convertito entro fine mese, quindi i tempi per approvare i bilanci nei tempi ci sono”.
Il segretario comunale dem Stefano Albano ha invitato “il centrodestra che fa riferimento al sottosegretario abruzzese Federica Chiavaroli a spendersi come facciamo noi”.
Un appunto anche agli alleati di Sel e Rifondazione che ieri in una nota hanno insinuato la possibile fine dell’“Ulivo” aquilano per volontà del governo Renzi in prospettiva elezioni amministrative 2017: “Il sindaco dell’Aquila lo sceglierà L’Aquila, stiano tranquilli”.
Premettendo che “questo corto circuito dei bilanci va superato una volta per sempre”, la senatrice ha ammesso che “il decreto riguarda l’università, la ricerca e la scuola. Ha una natura completamente diversa dalla materia che trattiamo con i bilanci – ha proseguito – ma mi sono agganciata al fatto che ci sia una norma per potenziare l’infrastrutturazione culturale e scientifica del Gran Sasso Science Institute e, quindi, della città dell’Aquila”.
Per arrivare alla stima di 23+5 milioni la Pezzopane ha fatto riferimento a stime arrivate dai due uffici speciali, per L’Aquila e per il “cratere”, per la prima volta richieste dal governo che, negli scorsi esercizi, aveva elargito fondi sulla fiducia per tappare la falla.
“L’Usra ha prodotto la sua stima il 15 marzo, più un’aggiunta recente, l’Usrc ha fatto una stima della mancata Tasi da 500 mila euro e ha aggiunto un conto presunto dei sindaci sui mancati introiti di altre tasse locali per altri 3,5 milioni. Erano 4 milioni in totale ma ne ho chiesti 5, visto che ci danno sempre meno…”.
“Ora gli emendamenti verranno sottoposti al vaglio della commissione – ha fatto notare poi la parlamentare – Ci vorrà un grande lavoro di pressione su tutte le componenti e un forte lavoro di squadra. La politica e il futuro sindaco dell’Aquila non c’entrano niente, bisogna sostenere quello attuale”, ha chiosato con una bacchettata ai piccoli della maggioranza.
“Ho informato il sottosegretario Paola De Micheli e il capogruppo in Senato Luigi Zanda, che mi ha detto che ho fatto bene – ha svelato ancora la senatrice – Siamo un po’ borderline, ma se non viene ritenuto ammissibile questo emendamento allora il governo dovrà fare un decreto a parte, che è molto più impegnativo”.
Quanto all’aumento delle tasse minacciato dal Comune e dall’assessore al Bilancio Giovanni Cocciante come inevitabile, in caso di mancato arrivo di fondi entro il 30 aprile, “non so dire se rientri nelle effettive esigenze o se è solo un messaggio per il governo”, ha ipotizzato la Pezzopane.
“Nel 2009, nonostante il terremoto, con la Provincia approvai a dicembre, quindi nei termini, un bilancio tecnico, di soli zeri tranne quelle poche somme disponibili, e questo mi permise, nel 2010, di spendere senza governare in dodicesimi. Lo capì destra e sinistra in quel caso, speriamo accada la stessa cosa ora”.
FRATELLI D’ITALIA, “SOLO UNA PRESA IN GIRO”
“C’è il serio rischio che sulla norma per il salvataggio dei bilanci del Comune dell’Aquila e di quelli del cratere il Partito democratico stia prendendo in giro gli enti interessati”.
Lo afferma in una nota Michele Malafoglia, portavoce del circolo territoriale “99” del capoluogo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale.
“La senatrice del Pd Stefania Pezzopane, nella conferenza stampa di questa mattina, ha dichiarato che l’emendamento per reperire 29 milioni di euro per le casse dei 57 comuni interessati dalle minori entrate e maggiori uscite dovute al sisma, ‘verrà inserito nella legge di conversione del decreto Giannini’ – sottolinea Malafoglia – ma i termini per la presentazione delle modifiche alla norma sono scaduti l’altro ieri per quanto riguarda i lavori della commissione e ieri per quelli in assemblea”.
“Almeno questo si legge sul sito del Senato – aggiunge Malafoglia – così come si può verificare che, tra gli emendamenti presentati in commissione, non ce n’è nessuno a firma della parlamentare aquilana relativa alla questione o che vada nella direzione da lei indicata”.
“L’auspicio è che la Pezzopane abbia fatto in tempo a depositare il suo emendamento entro la data limite del 21 aprile, per l’esame in aula, e che il sito del Senato ancora non ne abbia dato conto – dice ancora l’esponente di FdI-An – ma chi mastica un po’ di dinamiche parlamentari sa bene che è in commissione che si fa il lavoro ‘sporco’ e che in assemblea va il prodotto finito”.
“L’alternativa è che la senatrice avesse inteso fare riferimento al dibattito previsto alla Camera, dove il decreto legge dovrà passare per la seconda lettura – prosegue Malafoglia – in ogni caso il parlamento può prendersi tempo fino al 28 maggio per la conversione in legge del provvedimento, quasi un mese dopo il termine previsto per l’approvazione dei bilanci di previsione”.






