L’AQUILA, 27 MAGGIO – È in programma domani l’udienza preliminare per il filone d’inchiesta sul crollo della casa dello studente, dove sono morti otto giovani, uno dei simboli del sisma del 6 aprile 2009, la seconda della maxi inchiesta sul terremoto. Il Gup del tribunale dell’Aquila dovrà decidere se andranno al processo le undici persone iscritte dalla procura della Repubblica nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, per i quali la stessa procura ha chiesto il rinvio a giudizio.
Si tratta di una udienza molto attesa perché sullo svolgimento pesa l’istanza di rimessione del processo con il trasferimento al tribunale di Campobasso presentata al Gup e indirizzata alla suprema Corte di Cassazione da parte di due degli undici indagati perché all’Aquila non ci sarebbero le condizioni per un rito sereno e giusto, principalmente per le affermazioni del procuratore capo, Alfredo Rossini, e per quelle dei comitati. Infatti, il Gup potrebbe decidere di sospendere in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione oppure continuare.
Se dovesse prevalere questa ultima ipotesi, si annuncia una udienza interlocutoria, come prevede l’avvocato Massimo Carosi, difensore di Paolo Botta, progettista e direttore dei lavori della struttura costruita nel 1965, uno dei due che ha firmato la richiesta di remissione. Il legale rende noto in anticipo una istanza delle difese, cioè la verifica della legittimazione a giudizio di soggetti diversi dai parenti più stretti “che sono preventivamente individuate come persone danneggiate o offese dal reato”.
“Ci aspettiamo ovviamente – spiega – una certa quantità di costituzioni di parte civile oltre quelle ordinarie, cioè i parenti più diretti delle vittime. Ci sarà quasi certamente una serie di enti, comitati e associazioni, la cui legittimazione a giudizio e quindi a stare nel processo ci riserviamo di sollevare”. L’avvocato Carosi sottolinea “che per esaminare la questione chiederemo un congruo lasso di tempo”.
UNA SESSANTINA LE NOTIFICHE
Sono una sessantina le notifiche nell’ambito dell’udienza preliminare per il crollo della casa dello studente nella quale compaiono undici indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Secondo l’avvocato Massimo Carosi, legale di Paolo Botta, progettista e direttore dei lavori della struttura costruita nel 1965, “da un sopralluogo effettuato stamani in cancelleria, sembra siano state effettuate tutte regolarmente”.
Per Carosi, che difende uno dei due indagati che ha presentato l’istanza di rimessione del processo con il trasferimento al tribunale di Campobasso perché all’Aquila non ci sarebbe un clima sereno per il giudizio, “è prematuro ogni giudizio sulla richiesta inviata al Gup e indirizzata alla Corte di Cassazione. Siamo in attesa di ricevere le cartoline delle ricevute di ritorno delle notifiche ai 69 soggetti ai quali abbiamo dovuto notificare l’istanza di rimessione. La decisione non compete al Gup ma alla corte di Cassazione, il Gup deve decidere se sospendere o andare avanti”.



