L’AQUILA – “Lasceremo tutti i dati sul sito”. È la decisione di Enzo Boschi (nella foto), presidente dell’Ingv, l’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che alcuni giorni fa ha “minacciato” di tagliare le notizie sui terremoti per evitare che “i falsi profeti di tragedie” possano fare affari con i dati.
Boschi è stato ricevuto questa mattina al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il quale ha un lungo e consolidato rapporto.
Un incontro fissato da tanto tempo e che ha riguardato l’attività istituzionale dell’istituto.
“Non ho mai detto che volevo fermare il flusso delle informazioni – ha spiegato Boschi all’agenzia Agi – ma solo che pensavamo di diffondere i dati in maniera più articolata. Il fatto che ci siano sul nostro sito le indicazioni riguardanti scosse sismiche che la popolazione non avverte, non significa che ci sono più scosse, ma solo che la rete di rilevamento è più sensile e registra ogni minimo movimento”.
“Dunque – ha concluso – non è cambiato nulla, non c’è un rischio maggiore, ma solo una maggiore sensibilità nel monitoraggio. Ogni altra considerazione è errata”.
BERTOLASO: ”HO ESORTATO BOSCHI A CONTINUARE A DARE I DATI”
L’AQUILA – “Non c’è stata nessuna polemica con l’Ingv, io ho sempre detto che non bisogna esclusivamente ascoltare i profeti di sventura”.
Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, a Popoli (Pescara) per ricevere un ringraziamento pubblico ufficiale per la gestione dell’emergenza post-sisma in città, parlando della polemica che si è scatenata dopo le sue dichiarazioni e quelle di Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) sull’opportunità di tenere nascosti al pubblico i dati sulle scosse di terremoto.
“Il professor Boschi – ha aggiunto – su queste mie dichiarazioni ha detto: è vero, succede sempre più spesso che alle nostre informazioni scientifiche vengono strumentalizzate per alimentare ansia paura e magari anche per qualche losco disegno. E quindi non sappiamo se continueremo a dare informazioni scientifiche”.
“Da questo punto di vista – ha continuato Bertolaso – io stesso ho esortato Boschi a continuare a dare informazioni scientifiche perché ovviamente la trasparenza è stata da sempre per noi fondamentale, e l’informazione è altrettanto fondamentale”.
“Quello che è importante, ovviamente – ha concluso – è sapere utilizzare le informazioni scientifiche che vengono diffuse alla comunità nazionale nel modo giusto. Che nessuno le strumentalizzi per cercare di alimentare il panico diffondere ansia o addirittuttura criticare qualche struttura per presunte incapacità”.
BERTOLASO: “IL CENTRO DELL’AQUILA SARA’ RICOSTRUITO”
L’AQUILA – “Il Centro storico dell’Aquila sarà ricostruito”. Lo ha garantito Bertolaso al termine della cerimonia in cui gli è stata consegnata la cittadinanza onoraria.
“Siamo appena all’inizio – ha detto Bertolaso – Voglio ricordare che il centro storico di Nocera Umbra che è stato chiuso dopo il terremoto del 1997 ed è un trentesimo del centro dell’Aquila, è in fase di riapertura oggi, dopo che sono passati più di 10 anni. Come si può pretendere che dopo 15-16 mesi il centro storico dell’Aquila sia pienamente fruibile?”.
“Questa è pura demagogia, questo è voler fare politica per fare politica ma non per risolvere i problemi dei cittadini e del centro storico dell’Aquila”.
BERTOLASO: ”ALL’AQUILA C’E’ STATA INFORMAZIONE PARZIALE”
POPOLI – “Se l’informazione non è completa a 360 gradi, si rischia di alimentare tensioni e di incitare reazioni che non mi sembrano essere propriamente democratiche”.
Lo ha detto Guido Bertolaso oggi a Popoli a margine della cerimonia in cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria per l’opera svolta dalla protezione civile nella ricostruzione del paese.
“Anche all’Aquila – ha attaccato – si è fatta un’informazione parziale, facendo apparire che non era stato realizzato nulla. E poi sappiamo tutti che ci sono state reazioni, anche se assolutamente democratiche e pacifiche”.
“Non vorrei – ha concluso – che sulla scia di Torino anche all’Aquila le contestazioni prendessero piede, visto il momento politico che sta attraversando il Paese”, a chiuso Bertolaso.
NIENTE SCOSSE, MA LA PAURA RESTA
L’AQUILA – Nottata senza scosse sui Monti Reatini, la zona al confine tra le province dell’Aquila e di Rieti attraversata ormai da mesi da uno sciame sismico.
Nonostante questo, la paura continua e i cittadini continuano a dormire fuori, in container o casette di legno già predisposte dopo il 6 aprile 2009 e rispolverate per l’occasione, o molto semplicemente sulla costa, tanto che alcuni paesi si sono svuotati: una stima parla di mille persone in meno presenti in questo momento nell’area bersagliata dallo sciame.
La gente, insomma, non si fida, nonostante si sia conclusa la “settimana calda” (dal 31 agosto al 7 settembre) che l’Ingv aveva indicato agli Enti come quella in cui, in base a studi statistici, sarebbe stata possibile una scossa di magnitudo uguale o maggiore a 4.0 (2 per cento di probabilità) o 5.5 (0,1 per cento).
I giorni cerchiati in rosso sul calendario sono finiti, ma non le misure preventive: l’ultimo vertice in prefettura tra Giovanna Iurato e i sindaci dei Comuni coinvolti c’è stato martedì, e sono stati chiesti container; restano montate le tensostrutture predisposte dalla Protezione civile regionale a Montereale (nella foto l’abitato), Cagnano Amiterno e Capitignano, attrezzate come spazi di accoglienza in caso di forte scossa, ma non come dormitori.
Restano infine al loro posto anche le otto tende di Montereale, posizionate vicino alla residenza sanitaria assistita per gli anziani in modo da poter ospitare i cagionevoli pazienti nell’eventualità, fin qui scongiurata, di un’emergenza.
Quanto all’Aquila, il centro storico resta riaperto in alcune zone e chiuso a oltranza in altre, secondo il volere del primo cittadino, Massimo Cialente. Anche alcuni cantieri sono ripartiti con una trentina di ditte al lavoro dopo che hanno presentato documentazione integrativa, in particolare un piano d’emergenza.



