L’AQUILA – A oltre un anno dal sisma, su un campione di 300 persone, 135 sono obese o in sovrappeso. Il 45 per cento, secondo una ricerca condotta dagli ambulatori dell’ospedale dell’Aquila.

Percentuale di 8 volte maggiore rispetto a un analogo studio effettuato recentemente negli ospedali di Pescara e Teramo.

Secondo i medici “è verosimile che, tra le cause, vi sia l’aumento nel consumo di psicofarmaci legato al trauma del terremoto e il forte cambiamento nelle abitudini alimentari, soprattutto per le difficoltà logistiche registrate dopo il sisma (permanenza nelle tende e in altre sistemazioni provvisorie)”.

Il sorprendente dato sull’obesità è emerso, indirettamente, dallo screening sulle malattie del fegato, effettuato il 24 e 25 giugno scorsi, in occasione delle Giornate nazionali epatologiche.

Dalle analisi è scaturito che, nel territorio del cratere, le persone con valori epatici alterati costituiscono una percentuale assai superiore alla media nazionale.

La ricerca è stata compiuta di concerto dagli ambulatori di epatologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila: Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione, diretto da Giuseppe Frieri, e di Malattie Infettive, diretto da Alessandro Grimaldi.

L’analisi del campione, ad opera della dottoressa Patrizia Saltarelli e del dottor Nerio Iapadre, ha riguardato 300 persone, tra i 18 e 70 anni, selezionati tra gli assistiti dei medici di base tra coloro che non avevano sintomi di patologie al fegato.

Le transaminasi (test sullo stato di salute del fegato) ha rilevato che nel 15 per cento del campione – 45 persone su 300 – sono stati riscontrati valori alterati; una percentuale molto elevata se si tiene conto che la media nazionale è attestata sul 5-6 per cento.

Durante lo stesso screening al fegato i medici hanno trovato un altro dato sorprendente. A oltre un anno dal terremoto il 45 per cento del campione è obeso oppure in soprappeso: 135 soggetti sui 300 esaminati.

L’incremento di massa corporea oscilla, in ciascuno dei soggetti trovati obesi o in soprappeso, tra i 6 i 10 chili.

“Lo screening – affermano i medici – ha dato riscontri molto rilevanti, con conclusioni di grande interesse medico. In particolare il considerevole aumento del numero di obesi è correlato verosimilmente all’evento sismico che ha stimolato, in un’ampia quota delle persone esaminate, un’alimentazione disordinata ed eccessiva che ha subito cambiamenti durante la permanenza nelle tende o in altre strutture provvisorie, allestite dopo il 6 aprile 2009”.

 “Tra le ragioni legate all’incremento di peso c’è anche l’aumento del consumo di psicofarmaci, successivamente al sisma – spiegano i medici. – Per il riscontro delle transaminasi è importante l’approfondimento per conoscere le cause”.

Entro la prima decade di agosto infatti, i soggetti con alterati valori delle transaminasi o in sovrappeso verranno convocati dalla Asl e sottoposti ulteriori controlli.