TERAMO – Il vescovo di Teramo leggerà un brano tratto dal suo libro di prossima pubblicazione, una riflessione sulla Laudato Sì, enciclica di Papa Francesco; il rettore dell’Università “Gli statuti di Teramo del 1440” di Francesco Savini; il sindaco “Il discorso di Pericle agli ateniesi”.

Queste alcune delle letture assegnate in vista di “Lectus. Vox Populi”, iniziativa promossa a Teramo dal 2 all’8 ottobre prossimi dal Comitato di Quartiere di San Berardo, curatrice Pina Manente, per “spezzare attraverso la lettura ad alta voce – dicono i promotori – il silenzio e il vuoto, delle strade e delle piazze, che contraddistingue una città ferita dalle calamità naturali (i recenti eventi sismici e la nevicata del 18 gennaio scorso) e dalla mano dell’uomo, riconquistando spazi fisici ma soprattutto quelli relazionali”.

Oltre duecentocinquanta le letture assegnate finora.

Il programma definitivo si avrà il prossimo 20 settembre ma per sette giorni ci saranno quattro/cinque appuntamenti giornalieri: in librerie, ma anche in luoghi istituzionali come La Domus Romana di Piazza Sant’Anna, Scuole, Casa Circondariale, Università, Istituto Zooprofilattico, Osservatorio di Collurania, Anfass, Ospedale, Vescovado, Duomo, Teatro comunale, librerie.

“Sono stati proposti dei macro temi (terremoto, resilienza, politica, informazione, scienza, storia, letteratura, poesia, fiabe e fantasy, giustizia, religione, solidarietà, moda, sport, arte) ai quali vengono associati dei brani. Fra i più richiesti dai lettori, la politica, la storia e la letteratura”.

Direttore artistico dell’evento è Renato Pilogallo. Con il vescovo, Michele Seccia, il sindaco Maurizio Brucchi e il rettore Luciano D’amico, vi saranno il sismologo aquilano Christian Del Pinto, per leggere La casa di Asterione di Jorge Luis Borges (una metafora sulla paura e sul cambiamento); nella sezione Ambiente, Territorio, Resilienza; Luigi Ponziani, direttore emerito della Biblioteca Delfico, storico e saggista che leggerà alcuni passi delle lettere di Melchiorre Delfico; la presidente dell’Istituto Zooprofilattico, Manola Di Pasquale farà riscoprire Antonio Dionisi, medico e scienziato, nato a Pietracamela nel 1866, a cui va il merito di avere capito che la malaria si trasmetteva anche attraverso la puntura di una zanzara.