ROMA – “Oggi Errani e la Presidenza consegneranno i risultati del lavoro. Posso dire che il governo ogni giorno è stato vicino alle popolazioni terremotate con l’impegno a ricostruire e a essere presenti”.

Lo ha detto il ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio al Meeting di Rimini.

“Questi episodi – spiega – sono stati di una gravità senza precedenti. Il terremoto di ottobre, il più forte mai registrato, seguito da uno in agosto molto grave. L’impegno è stato grandissimo su un cratere molto esteso. Ma credo che i primi segni di una buona ricostruzione partita ci siano. Oggi verranno indicati. Lavoreremo e lo faremo ogni giorno con impegno sempre maggiore”.

Il libretto dell’edificio, che contenga la classificazione sismica degli immobili, “va introdotto gradualmente. Ma se non partisse come dovrebbe, qualunque governo dovrebbe pensare alla sua obbligatorietà”, ha aggiunto Delrio.

“In questa fase siamo convinti che prevalga la presa di coscienza dei cittadini e l’opera di convincimento”, anche se “qualunque governo dovrebbe prendere in considerazione di rendere obbligatori alcuni adempimenti. Bisogna che gli italiani capiscano che investire nella prevenzione per la solidità della propria casa è estremamente importante. Agli italiani dico: credeteci nella messa in sicurezza della vostra casa”, ha detto il ministro.

“La vera sfida sull’area del terremoto è quella di ricominciare e far tornare le persone. Chi è andato sulle coste ha bisogno di sapere che le terre che ha lasciato hanno un futuro. Ci vogliono anni per ricostruire. Dobbiamo fare più in fretta possibile ma non possiamo non dire che ci vogliono anni per ricostruire”, ha concluso il ministro, per il quale quella della ricostruzione “è una sfida da far tremare i polsi ma è una sfida che si può vincere, non pretendendo di trovare scorciatoie”. 

DA PRIMA SCOSSA 197.500 INTERVENTI VIGILI DEL FUOCO

Dal 24 agosto 2016, quando la prima devastante scossa di terremoto colpì l’Italia centrale, i vigili del fuoco hanno compiuto complessivamente 197.544 interventi: 1.136 per salvataggi di persone, 61.159 per recupero di beni dalle abitazioni e di merci e attrezzature dalle attività commerciali distrutte, 89.986 per sopralluoghi, verifiche tecniche sulle strutture e la messa in sicurezza degli edifici, a cominciare da quelli che hanno consentito il ripristino della viabilità principale.

Un anno fa, quando alle ore 3.36 si registrò la prima scossa di terremoto, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco dispose la mobilitazione di tutte le strutture operative con squadre che raggiunsero subito, pur nella difficoltà dei collegamenti stradali interrotti, i centri colpiti. Già nelle prime ore erano operativi sul campo 1.500 vigili del fuoco supportati da 400 automezzi, 8 elicotteri, 2 droni e 40 sezioni operative complete di 10 unità di comando locale.

E ancora: mezzi speciali, squadre Saf (specializzate in tecniche speleo-alpino-fluviali), team specialistici Usar (urban search and rescue) per la ricerca di persone sotto le macerie, unità cinofile, addetti al servizio telecomunicazioni e alla comunicazione in emergenza.

In particolare, l’impiego del personale Usar, che ha lavorato anche in sinergia con le altre squadre, ha portato al salvataggio nelle prime ore del sisma di 297 persone, tra cui quelli eccezionali della bambina Giorgia a Pescara del Tronto e Giulia ad Amatrice.

Nello specifico, sono state salvate 32 persone nel Lazio a Cittareale, 572 persone nelle Marche tra Ascoli Piceno e Arquata del Tronto, 80 in Umbria a Norcia e 241 in Abruzzo, tra L’Aquila e Teramo (rispettivamente 16 e 225). Oggi sono 70 i vigili del fuoco in servizio e 27 gli automezzi operanti nell’area del cratere che interessa le quattro regioni di Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo. Nell’area, che comprende un totale di circa 300 comuni, mediamente hanno operato 730 vigili del fuoco al giorno, supportati quotidianamente da 350 automezzi.

Nel corso dell’intero anno, insieme all’assistenza alla popolazione, alle operazioni di messa in sicurezza e alla rimozione delle macerie, è proseguita da parte dei “caschi rossi” dei vigili del fuoco l’attività di messa in sicurezza degli edifici di pregio storico e religioso e del recupero dei beni artistici contenuti al loro interno.