L’AQUILA – A quasi sette anni dal terremoto del 6 aprile 2009, con oltremodo tardiva solerzia, la Asl di Pescara ha inviato raccomandate agli sfollati abruzzesi riparati sulla costa adriatica, chiedendo il pagamento delle cure e delle visite effettuate, anche in emergenza, nel pronto soccorso del nosocomio pescarese, negli immediati e drammatici giorni successivi al sisma.

Un errore, spiegano però gli addetti dell’ospedale, rispondendo alle basite richieste di spiegazioni, dovuto al fatto che per una dimenticanza quelle visite non sono state qualificate con il codice T9, che avrebbe esentato dal pagamento del ticket. Arriverà, aggiungono, una seconda raccomandata, per confermare l’annullamento del pagamento.

Emblematico il caso di una donna aquilana, che si è vista recapitare con stupore la raccomandata pochi giorni fa. Uscita viva per miracolo dalle macerie della sua casa crollata e ricoverata con un trauma cranico al pronto soccorso di Pescara l’8 aprile 2009.

“Nella raccomandata ricevuta – spiega ad Abruzzoweb – la Asl mi chiede il pagamento del ticket di 45 euro, dopo tanti anni, insomma – ironizza – non si sono dimenticati di me”.

La donna ha subito telefonato al Pronto soccorso del nosocomio pescarese.

“L’operatrice – racconta la donna – mi ha spiegato al telefono che si è trattato di un errore e che la richiesta di pagamento sarà stralciata. Io gli ho fatto notare che il termine ultimo scadrà tra poco più di una settimana, e ho dunque invitato alla Asl di agire subito. Il dubbio sulla loro efficienza viene, dopo quello che è accaduto. Mi hanno assicurato che così sarà fatto, e che riceverò una seconda raccomandata di conferma”.

Tutto chiarito dunque, ma la donna tiene anche a sottolineare che “una raccomandata costa oltre 5 euro, e la Asl dopo quella di richiesta di pagamento, ne dovrà ora inviare un’altra per confermare l’annullamento dello stesso. E sono sicura che i cittadini interessati a questo equivoco sono centinaia. Mi chiedo dunque quanto costerà ai contribuenti questo grossolano errore”.