L’AQUILA – “Sulla restituzione delle tasse Renzi dice che rigore è quando arbitro fischia? Ma l’arbitro è lui, è proprio il governo italiano che si dovrà far carico della vicenda in base alla legge approvata”.
Così l’imprenditore aquilano Ezio Rainaldi, già delegato di Confindustria L’Aquila in materia di ricostruzione, commenta l’annuncio del presidente del Consiglio nella sua prima, movimentata visita abruzzese, nell’ambito della delegata battaglia con l’Europa per la restituzione delle tasse sospese nei primi mesi dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Una legge dello Stato dispone la restituzione degli importi in 10 anni e con abbattimento del totale al 40%, l’Europa intima al governo di recuperare tutto e subito dalle aziende che non dimostrino di aver avuto danni concreti dovuti al sisma, dimostrazione impossibile dopo 7 anni.
La batosta potrebbe coinvolgere 115 aziende che superano la soglia dei contributi ‘de minimis’ ma anche allargarsi a oltre 7 mila partite Iva, un disastro per l’economia locale.
“Lotterò fino alla fine e dovete stare tranquilli comunque vadano le cose perché se ne occuperà il governo, questo mi aspettavo che Renzi dicesse – continua Rainaldi – Lo ringraziamo per aver detto che farà il possibile, ma per il suo ruolo questo non è sufficiente”.
“Non serve buttarla in politica dicendo che hanno sbagliato i governi di prima, il problema lo deve risolvere il governo italiano di oggi”, conclude. (alb.or.)



