L’AQUILA – Il paventato rimborso al 100% senza più sconti delle tasse sospese durante il sisma del 2009 “non è stato affatto approvato dal governo Letta, ma precedentemente dal governo Monti” e “dovrà essere esaminato ed eventualmente approvato da entrambi i rami del Parlamento”.
Lo annuncia in una nota il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Attuazione del programma, l’abruzzese Giovanni Legnini, annunciando anche un vertice con i parlamentari abruzzesi per questa sera stessa e facendo insomma capire che ci sono margini di manovra per eventuali emendamenti correttivi.
“Innanzitutto non si tratta di un decreto legge – spiega – bensì di un disegno di legge, e in particolare della legge Europea per il 2013, contenente disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea”.
Il sottosegretario precisa che l’esecutivo precedente guidato da Mario Monti lo ha varato “nel periodo di vacatio, per l’esattezza nel Consiglio dei ministri del 18 aprile 2013”.
“La proposta in questione – continua Legnini – è finalizzata a dare attuazione alla decisione di esecuzione della Commissione europea del 17 ottobre 2012, con la quale è stata comunicata all’Italia l’ingiunzione di sospensione di ciò che è stato ritenuto essere aiuto di Stato. E ciò a seguito della mancata preventiva comunicazione della riduzione di imposte e contributi da parte dei precedenti governi. Il testo infatti è identico all’emendamento presentato con l’ultima Legge di stabilità, che, a seguito del parere espresso dagli allora relatori, io stesso e il senatore Tancredi, fu respinto dalla Commissione bilancio del Senato”.
Il famoso “emendamento-killer” per il quale l’allora ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca aveva ricevuto una marea di strali da tutto il “cratere”.
Legnini ammette poi che “il tema è molto delicato e va affrontato con determinazione in sede nazionale ed europea ed è quello che sto facendo. Questa sera stessa informerò sulla vicenda i parlamentari abruzzesi, in un incontro programmato – annuncia – quindi ne discuterò al più presto con il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, con il quale concorderemo le iniziative da assumere per salvaguardare innanzitutto le somme rientranti nel ‘de minimis’ e per avviare una nuova trattativa in sede europea per tutelare i diritti, oltre che dell’Abruzzo, delle altre regioni coinvolte, Marche, Umbria, Puglia e Molise”.



