PESCARA – “Bene ha fatto la Regione ad impugnare davanti alla Corte costituzionale la ‘tassa sulle disgrazie’ imposta nel testo del ‘decreto milleproroghe'”.
Lo afferma in una nota la Confederazione nazionale dell’artigianato abruzzese, che sottolinea come la decisione della Giunta Chiodi rappresenti un precedente importante anche per le altre regioni italiane.
“Ancora ieri – prosegue la nota – dai sindaci del comprensorio teramano duramente colpito dall’alluvione delle scorse settimane si è levata la protesta, la denuncia dello stato di abbandono in cui le loro comunità sono state lasciate all’indomani dell’evento”.
“Il fatto che il governo, prontamente e giustamente intervenuto con risorse finanziarie all’indomani dell’alluvione che ha colpito il Veneto, non abbia concesso un centesimo all’Abruzzo, ma che abbia deciso addirittura di condizionare l’intervento futuro proprio e perfino della Protezione civile all’imposizione di una addizionale su Irpef ed Irap, fino all’aliquota massima, rappresenta la negazione di qualunque principio di solidarieta’”.
“L’Abruzzo – osserva ancora la confederazione artigiana – è già gravato di pesanti addizionali a carico di imprese e famiglie a causa del debito della sanità, e mai potrebbe sopportare un ulteriore balzello”.
“Al di là dei delicati aspetti più strettamente costituzionali che la vicenda comporta – conclude la nota – crediamo sia utile che come già accaduto positivamente in occasione della sottoscrizione del Patto per l’Abruzzo, le forze di maggioranza e opposizione sostengano insieme una battaglia che è di tutti gli abruzzesi”.
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