L’AQUILA – Sono tempi grami per il giornalismo, italiano in generale e abruzzese in particolare, ma AbruzzoWeb è ancora qui e festeggia il suo quarto compleanno insieme ai suoi lettori.
Che sono il patrimonio più grande e prezioso di un giornale che è partito da zero e, anno dopo anno, si è costruito una sua credibilità, una sua autorevolezza, una sua stima.
“Lo ha pubblicato quello…” prima si diceva degli organi di informazioni maggiori e autorevoli, quelli la cui parola era legge. Oggi, tra gli interlocutori istituzionali come tra la gente comune, per strada, nei luoghi pubblici, si sente dire: “Lo ha detto AbruzzoWeb, quel fatto dev’essere vero”.
È il vero “tesoro” di questa redazione. Una grande soddisfazione, perché nasce appunto dai lettori più disparati, non è autoreferenziale, ma non per questo ci montiamo la testa, anche perché le bucce di banana sono sempre dietro l’angolo.
Sono tempi grami, si diceva, perché tenere in piedi le aziende editoriali è sempre più difficile in questa crisi che a finire non ci prova nemmeno. E ancora più difficile è farlo mantenendo una linea editoriale chiara, la famosa schiena dritta, che non fa sconti a nessuno, nemmeno amici e parenti, quando la cronaca chiama.
Sono tempi grami perché i giornali chiudono o si ridimensionano, e ogni voce che balbetta o che si spegne è un colpo al cuore della comunità regionale, che sia la mutevole realtà della costa o l’intricato panorama delle zone interne ancora alle prese con il post-sisma del 2009.
In questo panorama preoccupante, AbruzzoWeb c’è e vuole continuare a esserci. A informare i lettori almeno 13 ore al giorno tutti i giorni, compresi i festivi (tranne quei 4-5 giorni per respirare).
E questo giornale cerca di farlo entrando dentro la notizia, senza accontentarsi della versione ufficiale ma leggendo i fatti e non avendo paura di assumersi la responsabilità di proporre ai lettori una propria interpretazione.
“Ti auguro di vivere in tempi interessanti”, si dice fosse una delle peggiori maledizioni della Cina antica. A occhio e croce, l’Abruzzo si avvia a vivere sempre più tempi “interessantissimi”. E di raccontarveli ci assumiamo volentieri il compito. Buona lettura. (red)



