MONTESILVANO – Una riunione fiume iniziata alle 10.30 e andata avanti per oltre 6 ore che, pur senza scontri infuocati, restituisce l’immagine di una maggioranza spaccata su più rivoli per quanto riguarda i temi più scottanti e ricompattata solo sulla legge elettorale regionale dopo il lavoro muscolare del presidente, Marco Marsilio, di FdI, che è riuscito a zittire la fronda dei contrari.
Questo il quadro al termine del summit del centrodestra, che si è tenuto oggi al Grand Hotel Adriatico di Montesilvano (Pescara), convocato dopo la pausa estiva dal presidente Marsilio e al quale ha partecipato l’intera squadra di governo.
Bocche cucite ala fine della riunione di cui AbruzzoWeb, attraverso le proprie fonti, può riferire alcuni dei passaggi principali dei numerosi argomenti cruciali affrontati, a partire proprio dalla riforma della nuova legge elettorale regionale e dalla proposta di Marsilio che prevede il collegio unico regionale al posto dei quattro provinciali.
Su questo punto la maggioranza – dopo le fratture emerse nelle scorse settimane anche dentro FdI – avrebbe espresso la volontà di procedere compatta con la revisione della normativa e sembra quindi rientrare la polemica legata ai cinque firmatari che avevano espresso contrarietà alla riforma e, in particolare, Maria Assunta Rossi, di Fratelli d’Italia, firmataria insieme a Paolo Gatti, Francesco Prospero di FdI, Carla Mannetti, della Lega, Giampaolo Lugini, di Marsilio presidente, della lettera al presidente Marsilio in cui si esprimevano perplessità sul collegio unico regionale.
Nel corso della riunione non sarebbero emerse, da parte dei presenti, particolari problematiche rispetto alla volontà di proseguire il percorso di revisione elettorale. Assente, però, Maria Assunta Rossi, tra i primi a manifestare contrarietà.
Ben più articolata la discussione sulla gestione dei rifiuti, in particolare sulla possibilità per alcuni Comuni della Marsica e della Valle Peligna di realizzare la gestione del ciclo dei rifiuti con ambiti sub-provinciali, con alle porte uno scontro tra le fazioni aquilana e marsicana.
Il tema, infatti, ha generato ulteriori spaccature all’interno della maggioranza, soprattutto per le posizioni sostenute dai rappresentanti della Marsica, in primis l’assessore regionale al Bilancio Mario Quaglieri, di FdI, e il capogruppo in Consiglio regionale Massimo Verrecchia, che hanno portato al tavolo la volontà espressa dai sindaci dei territori della Marsica e della Valle Peligna ai quali si sono opposti i consiglieri Giampaolo Lugini e Antonietta La Porta, quest’ultima di Fi.
L’obiettivo di Quaglieri e Verrecchia, sostenuto anche dalla vicepresidente del Consiglio Marianna Scoccia, di Noi Moderati, sarebbe quello di garantire a questi territori la possibilità di sviluppare una propria attività nel settore, evitando che il sistema venga ricondotto o inglobato integralmente nell’orbita di Asm L’Aquila. In questo contesto, la riforma del servizio di gestione dei rifiuti urbani, presieduto dall’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani, presieduta dal sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di FdI, si prepara ad essere ulteriore campo di battaglia qualora si dovesse replicare lo stesso schema proposto per la gestione dei servizio idrico, che si avvicina ad una suddivisione in due sub-ambiti territoriali e con la costituzione di due consorzi tra le sei società pubbliche di gestione esistenti. Tema, quello della riforma del servizio idrico, che oggi non sarebbe stato trattato nel corso del tavolo, segnale che si procede senza intoppi.
Sulla gestione dei rifiuti la maggioranza ha quindi deciso di prendersi il tempo necessario per gli approfondimenti, prima di assumere decisioni definitive.
Altra questione dirimente la Grande Pescara che però non sarebbe stata oggetto di una discussione specifica nel corso del vertice anche se, pure in questo caso, restano la perplessità e la contrarietà di più di un consigliere di maggioranza rispetto all’ipotesi di una proroga del percorso previsto per la nascita della nuova realtà amministrativa. Una posizione che lascia aperto uno scenario politico tutt’altro che scontato: se non dovesse maturare un accordo sulla proroga, la prospettiva della Grande Pescara dal 1° gennaio 2027 potrebbe tornare concretamente al centro dell’agenda politica regionale.
Ampio spazio, poi, anche alle attività di investimento sul territorio, con un confronto sulle iniziative da portare avanti e sulle priorità della maggioranza nei diversi ambiti territoriali.
Marsilio si sarebbe soffermato inoltre sulla necessità di proseguire il confronto sulla riforma della sanità, con particolare riferimento alla modifica dei criteri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla questione e portare avanti la discussione anche in sede di Conferenza delle Regioni, ritenuta la sede naturale per affrontare una revisione dei criteri di distribuzione delle risorse.
Nel corso della giornata è stato inoltre affrontato il tema dell’aeroporto d’Abruzzo, con un passaggio dedicato agli importanti risultati raggiunti dallo scalo e alle prospettive di sviluppo legate alla sua attività.




