L’AQUILA – Una pranzo all’aperto, accanto alla mensa ancora chiusa di Coppito, dove i cuochi saranno proprio gli studenti universitari.
Non è un’iniziativa goliardica, ma un pranzo di protesta quello organizzato dall’Udu dell’Aquila per manifestare contro i disservizi del diritto allo studio.
Un modo per dire che “visto che non ci pensa la Regione a darci le mense, ci pensiamo da soli a risolvere la questione”, ha spiegato Michele Di Biase dell’Udu (Unione degli universitari).
Proprio nell’assemblea che si è svolta ieri sera presso l’atrio della Facoltà di Scienze MM. FF. NN., nella quale sono confluiti gli studenti di tutte le facoltà, gli studenti hanno deciso unanimemente di convogliare la mobilitazione, che finora ha toccato problemi di carattere nazionale essenzialmente anti riforma Gelmini, verso iniziative che coinvolgono i luoghi simbolo dei disservizi del diritto allo studio dell’Aquila.
Dunque per domani l’Udu invita tutti gli studenti a partecipare a questo blitz alla mensa di Scienze MM. FF. NN., dando appuntamento per le 12.30 davanti ai container “Algeco” del parcheggio di Facoltà.
L’iniziativa, fanno sapere dall’Udu, si aprirà con un’assemblea durante la quale verrà deciso come procedere per le attività a seguire.
GLI STUDENTI NON MOLLANO: “I PROBLEMI RESTANO, ANDIAMO AVANTI CON LE PROTESTE”
L’AQUILA – “Il decreto è passato alla Camera ma i problemi nel nostro Ateneo restano, dunque non ci fermiamo”.
Dopo lo stop all’occupazione delle tre facoltà, Scienze, Lettere e Ingegneria, gli studenti universitari dell’Aquila annunciano di voler continuare comunque con le azioni di protesta per “mantenere alta l’attenzione sui problemi locali”.
“Siamo un po’ delusi dall’esito della votazione, anche se già durante le dichiarazioni di voto avevamo intuito che non poteva essere favorevole”, ha detto Michele Di Biase dell’Unione degli universitari (Udu), che insieme agli altri studenti ha seguito la discussione alla Camera dei deputati in diretta streaming.
“Siamo delusi ma comunque soddisfatti ha aggiunto – per essere riusciti a portare avanti un’occupazione durata due giorni. Abbiamo tutta l’intenzione di andare avanti perché all’Aquila i problemi ci sono ancora”.
Mense chiuse, trasporti insufficienti, zero finanziamenti per le borse di studio. Questi e altri sono i problemi locali che, intrecciati a quelli nazionali contro la riforma del sistema universitario, hanno spinto gli studenti aquilani alle forti forme di protesta di questi giorni: non solo l’occupazione ma anche il blitz nella zona rossa del centro storico cittadino, con la “conquista” simbolica di palazzo Camponeschi, sede storica della facoltà di Lettere e completamente inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009.
Problemi che restano, e su cui bisogna continuare a protestare, dicono gli studenti, che proprio ieri sera, prima dell’esito della votazione del decreto, hanno approvato un documento indirizzato al Comune dell’Aquila, riguardante i trasporti urbani, la Casa dello studente della Regione Lombardia e la struttura polifunzionale costruita grazie ai fondi arrivati dal Canada.
Nel documento, gli studenti chiedono all’amministrazione civica di destinare i fondi del Progetto Anci al trasporto pubblico per gli studenti universitari, di garantire la gestione pubblica dello studentato San Carlo Borromeo e che la struttura costruita dal governo di Ottawa, inaugurata lo scorso 18 ottobre, venga immediatamente resa disponibile.
Le lezioni, intanto, sono riprese normalmente, dopo l’interruzione dei giorni scorsi, e in serata gli studenti decideranno come procedere per nuove forme alternative di mobilitazione.(e.m.)
ARTICOLI CORRELATI:
STOP ALLE OCCUPAZIONI, ASSEMBLEE PER DISCUTERE PROTESTE ALTERNATIVE




