L’AQUILA – Il comitato 3e32 si appella “a tutti coloro che erano presenti alla manifestazione del 7 luglio e che hanno ricevuto percosse e aggressioni da parte di polizia, carabinieri e finanzieri, a tutti coloro che con la loro attiva presenza ci sono vicini fin dal 7 aprile 2009 e che quel giorno erano al nostro fianco, a tutti coloro che nei giorni successivi al 7 luglio si sono indignati, e ci hanno espresso la loro solidarietà. A chi era presente chiediamo di rendersi disponibile per una deposizione spontanea: per raccontare, ancora una volta, come realmente sono andati i fatti in quella calda giornata di luglio”.
È questa la richiesta del comitato dopo la notifica di chiusura delle indagini sugli scontri avvenuti durante il corteo di Roma del 7 luglio scorso, che hanno portato alla denuncia di un ragazzo aquilano, F.C., 25 anni, e due romani, un uomo, C.G., e una donna, C.G.
Quel giorno circa 5 mila aquilani si riversarono nella Capitale per chiedere la proroga della restituzione delle tasse sospese dopo il terremoto.
“Una manifestazione pacifica – la definisce il comitato in una nota – di migliaia di aquilani con cartelli e bandiere neroverdi, è stata accolta dai manganelli della polizia già dal suo arrivo in piazza Venezia”.
All’indomani di quella manifestazione, l’8 luglio, i cittadini aquilani riuniti in assemblea straordinaria avevano scritto una lettera al Ministro dell’Interno Roberto Maroni (in allegato il documento), chiedendo conto della gestione dell’ordine pubblico. “Quella lettera non ha avuto risposta – afferma il comitato – L’unica risposta che il governo è in grado di darci sono i manganelli e la criminalizzazione del dissenso”.
Le accuse ai tre denunciati secondo il comitato sarebbero gravissime rispetto ai fatti realmente accaduti: “si parla di resistenza aggravata per un giovane aquilano che agitava l’asta di plastica leggera di una bandiera di fronte a plotoni di forze di polizia, coperti da caschi e scudi, in completo assetto antisommossa, che non avevano esitato a manganellare i manifestanti alle spalle”.
Il 14 luglio scorso, ricorda il comitato nella nota, l’assemblea cittadina aveva organizzato una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per mostrare le immagini prodotte dai manifestanti “che raccontavano – si legge nella nota del 3e32 – cosa era realmente accaduto in quella giornata romana chiedendo verità a giustizia per i contusi e per i feriti. Ma soprattutto perché i presunti ‘disordini’ evocati dalla Questura di Roma non spostassero ancora una volta l’attenzione dalle nostre legittime richieste, a partire dalla richiesta di equità nel trattamento fiscale per i cittadini del cratere, che ancora oggi, nonostante il perdurare dello stato di mobilitazione, nonostante una manifestazione nazionale a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone da tutta Italia, non viene concessa”.
LA LETTERA DELL’ASSEMBLEA CITTADINA AL MINISTRO MARONI
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